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SESSO E AMORE NEL CRISTIANESIMO: LA CHIESA E I CRISTIANI NON SONO CONTRO L’AMORE SESSUALE, ALTRIMENTI NON CI SAREBBE IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO!

A causa di questa tensione vibrante negli esseri umani tra il corpo e l’anima, cioè tra l’elemento animale e quello spirituale, è possibile comprendere l’amore in uno dei due seguenti modi: come supremazia del corpo o come supremazia dell’anima. Nel primo caso l’amore è carnale e identificabile con ciò che il mondo moderno chiama sesso, mentre nel secondo l’amore è allo stesso tempo spirituale e fisico. I grandi filosofi hanno chiamato il primo l’amore di concupiscenza, ovvero primato di quanto è inteso dai sensi, e il secondo l’amore di benevolenza, ovvero l’amore per il bene di un altro. Anche i greci avevano i loro termini per distinguere questi due tipi di amore. Utilizzavano perciò la parola Eros per indicare un desiderio appassionato e prepotente di possedere e godere gli affetti di un altro, mentre dicevano Agape l’amore fondato sul rispetto per la personalità, in quanto il suo diletto risiede nel promuovere l’altrui benessere. La sua gioia è la contemplazione piuttosto che il possesso. Ciò non significa che l’uno sia buono e l’altro cattivo, ma entrambi i due amori sono giusti quando ben compresi.

Infatti, il comandamento divino di amare il prossimo come se stessi implica un legittimo amore di se stessi. Qui come altrove bisogna essere in “tre” per poter amare. Dopo tutto sia l’amore di sé che l’amore del prossimo richiedono anzitutto l’amore di Dio. La libido della psicologia moderna è Eros, o amore carnale, divorziato da Agape, o amore personale, in quanto concedendo la supremazia al corpo si nega l’anima e si afferma l’ego in opposizione a Dio. Fu questo tipo di amore che San Paolo condannò quando disse: “Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio” (Rm 8,7).

Il sesso com’è inteso ai nostri giorni è amore-Eros slegato da ogni responsabilità, è un desiderio senza obblighi. E siccome è un desiderio illegittimo, è anche un desiderio senza Dio, ecco perché l’erotismo e l’ateismo vanno sempre d’accordo. Inoltre, non appena si esprime il rifiuto di questa riduzione dell’amore al solo ordine fisiologico, immediatamente i cultori della carne ci accusano di sostenere che il cristiano sia avverso all’amore sessuale o, più brutalmente, che sia “contro il sesso”. Il cristiano non è avverso all’amore sessuale, e lo dimostra il fatto che se così fosse non ci sarebbe il sacramento del matrimonio.

La prospettiva cristiana sulla sessualità può invece essere espressa in questi termini:

“L’amore carnale è un’introduzione all’amore divino”. Vale a dire che l’Eros è come il vestibolo dell’Agape e quindi l’amore meramente umano è come l’embrione dell’amore del divino. Di questa dimensione “propedeutica” dell’amore umano si possono trovare riferimenti già in Platone, il quale sostiene che l’amore è il primo passo verso la religione. Egli immagina l’amore per le persone belle trasformato in amore per le anime belle, quindi in un amore di giustizia, di bontà e di Dio che di tutte ne è la fonte propria. L’amore erotico è perciò un ponte da attraversare, non un parapetto su cui appoggiarsi e riposarsi.

Per dirla con un’altra metafora, l’amore erotico non è un aeroporto, ma un aeroplano, poiché è spinto e spinge ad andare sempre altrove, più in alto e più avanti. Qualsiasi amore erotico presuppone un’incompiutezza, una deficienza, un desiderio d’integrazione, un’attrazione verso ciò che lo arricchisce, perché qualunque amore è un volo verso l’immortalità. In qualunque forma di amore erotico vi è pur sempre un riflesso di amore divino, come il riflesso lunare sullo specchio d’acqua di un lago. L’amore del cuore altrui è inteso a condurre fino all’amore del cuore divino. In quest’ottica ciò che il cibo è per il corpo, cioè il necessario sostentamento ma non il suo fine, il corpo lo è per l’anima e il materiale per lo spirituale. Ragion per cui la carne non è fine a se stessa, ma serve ed è ordinata all’eternità. Pertanto, il sesso è soltanto l’avviamento presupposto e automatico del motore della famiglia.

Il Cristianesimo è tutto saturato di questa trasfigurazione dell’amore carnale in amore divino. Il Salvatore non calpestò né spense le fiamme erotiche nel cuore della Maddalena, ma le trasfigurò in un nuovo oggetto di affezione. L’elogio divino fatto alla donna che versò l’unguento sui piedi del Salvatore le ricordò come l’amore che un tempo ricercava solo il proprio piacere potesse tramutarsi in un amore che fosse anche disposto a morire per l’amato. Fu per questo che, all’atto stesso dell’unzione, quando i pensieri della donna erano più aderenti alla vita, il Signore fece allusione alla sua sepoltura. Su un piano più elevato troviamo che, grazie alla misteriosa alchimia della religione, il nobile amore che Maria, la Madre benedetta, nutriva per il Figlio della sua carne si è dilatato in un amore così vasto che è divenuta la Madre di tutti gli uomini.

(Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi” edizioni Fede e Cultura)

Autore: Amici di Fulton Sheen

amicidifultonsheen@gmail.com

1 commento su “SESSO E AMORE NEL CRISTIANESIMO: LA CHIESA E I CRISTIANI NON SONO CONTRO L’AMORE SESSUALE, ALTRIMENTI NON CI SAREBBE IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO!”

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