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RIFLESSIONI SULLA GUERRA E LA POSSIBILITÀ DI UNA CATASTROFE MONDIALE: “Nulla può essere salvato se non vengono salvate le anime: non può esservi pace nel mondo se non c’è pace nelle anime”

Nulla può essere salvato se non vengono salvate le anime: non può esservi pace nel mondo se non c’è pace nelle anime. Le guerre mondiali sono solo proiezioni dei conflitti combattuti all’interno delle anime di uomini e donne, poiché nel mondo esterno non accade mai nulla che non sia accaduto per la prima volta in un’anima. (…)

Sarebbe bene che noi tutti, al giorno d’oggi, considerassimo la possibilità di una immane catastrofe indipendentemente dall’aspetto: guerra atomica, rivoluzione mondiale o sollevamento cosmico, non si tratta che di forma e la forma non è che un particolare.

Ma ciò che conta è questa possibilità che ci incombe, non solo perché il Santo Padre (al tempo Pio XII) ci ha ammoniti che la bomba atomica può eventualmente risolversi in un disastro per lo stesso pianeta, ma anche perché una tragedia di proporzioni catastrofiche rivelerebbe a un mondo scettico che l’universo è morale e che le leggi di Dio non possono essere violate impunemente.

Come la mancanza di cibo causa il mal di testa, perché viola una legge naturale, così le grandi crisi storiche sono giudizi sul modo di pensare, di volere, di amare e di agire dell’uomo. Periodi di delirio e ore tragiche che seguono lo scisma dell’anima da Dio operano a volte per un popolo ciò che la malattia o il disastro personale fanno per un solo individuo. (…)

Il mondo si è tanto allontanato da Dio e dal sentiero della pace divina che una tragedia sarebbe la grazia maggiore. Il peggior castigo di Dio sarebbe l’abbandonarci in questo caos, in questa contaminazione.

Due guerre mondiali, invece che migliorare il mondo, lo hanno reso peggiore. E ci si chiede se la prossima catastrofe sarà una guerra simile alle altre due o non piuttosto qualche calamità più sicuramente calcolata per produrre nell’uomo il pentimento.

Quando un’anima nel peccato si rivolge a Dio nell’impeto della Grazia, c’è penitenza; ma quando un’anima nel peccato si rifiuta di redimersi, Dio manda il castigo.

Non occorre che questo castigo sia esteriore, e certamente non è mai arbitrario: esso è l’inevitabile conseguenza della violazione della legge divina. Ma le forze trincerate del mondo moderno sono irrazionali; non sempre gli uomini d’oggi interpretano i disastri come avvenimenti morali. (…)

Il solo pensiero di una guerra atomica e di una conseguente catastrofe cosmica affretterà in molti uomini la crisi, anticipando la tensione e iniziando fin d’ora la loro conversione.

Questa specie di conversione può verificarsi anche tra coloro che già hanno la fede.
I cristiani diventeranno cristiani “veri”, con minore facciata e maggiori fondamenta.

La catastrofe li dividerà dal mondo, li costringerà a dichiarare la loro vera fede, farà rivivere pastori preoccupati di guardare il gregge piuttosto che di amministrarlo, rovescerà la proporzione tra scienziati e santi in favore dei santi, creerà più mietitori per il raccolto, più colonne di fuoco per i tiepidi, dimostrerà al ricco che la vera ricchezza è al servizio del bisognoso, e, soprattutto, farà brillare la gloria della Croce di Cristo nell’amore dei fratelli per i fratelli quali veri e fedeli figli di Dio e creature devote della Madre dal Cuore Immacolato.

La crisi incombe su noi tutti, chiunque noi siamo e qualunque sia la nostra condizione. (…)

Si è detto: “In tempo di pace prepara la guerra”. Ma sarebbe meglio modificare il detto così: “In tempo di tormenti e di disordini, preparati a incontrare Dio!”.

Quando il disastro sopraggiunge e i tesori si dissolvono come “orpello inconsistente”, l’anima, impaurita e disperata, è meglio disposta a rivolgersi a Lui.

Qui la tensione non è tra il peccatore e la misericordia di Cristo, non tra l’anima aspirante e il Cristo unico Figlio di Dio, ma tra l’uomo avvilito e il Cristo Giudice. Ci sarà qualcuno, anche durante una crisi, che si ergerà contro Dio, poiché i peccati di bestemmia, come dice l’Apocalisse, si moltiplicano col traboccare delle fiale della collera.

Ma la grande maggioranza degli uomini capirà, per la prima volta, che tanto più severo è il giudizio di Dio, quanto più noi ci allontaniamo dai Suoi sentieri.

La catastrofe può essere, per un mondo che ha dimenticato Dio, ciò che la malattia può essere per un peccatore; in conseguenza di tale catastrofe, milioni di individui possono essere condotti a una crisi non volontaria, ma forzata.

Questa calamità metterebbe fine all’ateismo e indurrebbe molti uomini, che altrimenti perderebbero la loro anima, a rivolgersi a Dio.

Dopo una successione di giornate calde e soffocanti, abbiamo la sensazione che scoppierà un temporale prima che tornino le giornate fresche. Similmente, in quest’epoca di confusione, avvertiamo l’imminenza di una catastrofe, di un’anormale, immensa perturbazione che farà rovinare tutto il male del mondo prima che noi possiamo essere nuovamente liberi. (…)

Sbaglierebbe chi immaginasse che le catastrofi storiche sono necessarie perché in una parte del mondo gli uomini sono buoni e in un’altra cattivi. Quando un virus arriva nella corrente sanguigna, non si isola nel braccio destro risparmiando il sinistro, ma colpisce tutto il corpo perché tutta la circolazione ne è infettata. Così è dell’umanità.

Poiché questa è un unico corpo, chiunque vi appartenga è peccatore in un grado più o meno elevato. È tutto il nostro mondo che è cattivo e corrotto, non solo il loro. Non soltanto i comunisti sono causa dei mali del mondo, perché tutte le idee comuniste hanno avuto origine nel nostro mondo occidentale. Tutti noi abbiamo bisogno di redenzione.

Più un’anima è cristiana, più si sente responsabile dei peccati del suo prossimo; allora – uomo o donna che sia – cerca di assumerli come se fossero suoi, come Cristo, l’Innocente, si assunse i peccati di tutto il mondo. Come la più grande prova di simpatia per chi piange sta nel piangere con lui, così il vero amore per il colpevole si dimostra espiando le sue colpe.

Il fardello della rigenerazione del mondo è posto su colui che conosce Cristo e ascolta la Sua voce nella Chiesa, e incorpora il suo corpo e il suo sangue nell’Eucaristia.

Un senso della nostra solidarietà nel male può allora diventare una solidarietà nel bene. Ma non c’è eguaglianza matematica nell’opera di redenzione. Dieci uomini giusti avrebbero potuto salvare Sodoma e Gomorra. Nei calcoli divini, le suore Carmelitane e i monaci Trappisti fanno, per salvare il mondo, molto più di quanto non facciano politici e generali.

Lo spirito ostile della civiltà odierna può essere ricondotto sulla via giusta soltanto attraverso la preghiera e il digiuno.

(Fulton J. Sheen, da “La Pace dell’Anima” edizioni Fede e Cultura)

Dio permette quello che sta accadendo solo per un bene più grande, attualmente invisibile. La guerra è più simile al Purgatorio che all’inferno, perché attraverso le sue fiamme purificatrici dobbiamo far bruciare le scorie del nostro materialismo.

(Fulton J. Sheen, da “Signore, insegnaci a pregare” edizioni Ares)

Noi abbiamo bisogno di una rivoluzione che purghi il cuore dell’uomo dall’orgoglio, dalla cupidigia, dalla lussuria e dall’ira. La vera battaglia contro il comunismo ha inizio nel cuore di ogni singola persona. La rivoluzione deve aver inizio nell’uomo prima che nella società. La rivoluzione comunista è stata un fallimento basilare: non è abbastanza rivoluzionaria, perché lascia l’odio nel cuore dell’uomo. Più che del comunismo, dobbiamo aver paura di vivere senza Dio. Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?

(Fulton J. Sheen, da “La Vita merita di essere vissuta” edizioni Fede e Cultura)

C’è una sola certezza contro la bomba atomica: mantenersi in stato di Grazia, vivere in Grazia di Dio. Dio, con l’acqua, ha una volta distrutto l’umanità peccatrice; vorrà il nostro pazzo mondo, senza capo e senza Dio distruggersi da se stesso col fuoco? Non lo sappiamo, ma è possibile!

(Fulton J. Sheen, da “Ancore sull’abisso” edizioni Fede e Cultura)

Ciò che siamo noi, lo è la Chiesa; ciò che la Chiesa è, lo è il mondo. Il mondo, con tutto ciò che contiene, è in sostanza una strada maestra sulla quale la Sposa, ossia la Chiesa, avanza incontro allo Sposo per le nozze celesti. Non è la politica, in fondo, a decidere della guerra o della pace. Decisiva è la condizione della Chiesa che vive nel mondo e lo fa lievitare. Leggere l’Antico Testamento è riconoscere nella storia la mano del Signore che benedice o punisce le nazioni a seconda dei loro deserti. Ciò che noi facciamo per santificarci, santifica il mondo.

(Fulton J. Sheen, da “Il Sacerdote non si appartiene” edizioni Fede e Cultura)

IL CRISTIANESIMO MODERNO HA ABBANDONATO LA CROCE: “La nostra indifferenza verso la verità ha portato alla perdita della passione per la verità”

Il cristianesimo moderno ha abbandonato la croce, simbolo dell’abnegazione, dell’autodisciplina e della condizione di profondo senso dell’alterità. Al suo posto è arrivata la filosofia dell’egoismo, dell’autoaffermazione e del comfort personale. La filosofia della croce era troppo sacra per essere dimenticata, troppo necessaria per il perseguimento di qualsiasi obiettivo per essere abbandonata; così i comunisti hanno raccolto la croce non appena il cristianesimo l’ha lasciata cadere…

Il nostro mondo occidentale ha abbandonato la croce in casa, a scuola e nelle nostre molteplici relazioni umane. Per disposizione naturale, siamo inclini a fare di noi stessi il centro. A meno che le comete che volteggiano nei cieli non siano destinate a risolversi pacificamente intorno ad un sole centrale, esse diventano rivoluzionarie e danneggiano altri mondi.

(Fulton J. Sheen, da “Bishop Sheen Writes; Communist Has a Cause, But Hate Isn’t Enough. 1955”)

“La nostra indifferenza verso la verità ha portato alla perdita della passione per la verità”

La nostra indifferenza verso la verità ha portato alla perdita della passione per la verità. Il risultato è che oggi ci sono pochissimi ideali per i quali un uomo morirebbe, o addirittura soffrirebbe un sacrificio. La nostra falsa apertura mentale, se solo la conoscessimo, nasce dalla nostra perdita di fede e di certezza. Quando dimentichiamo lo scopo della vita, perdiamo il dinamismo per raggiungerlo; quando perdiamo le certezze fondamentali della vita, perdiamo anche l’energia per lottare per esse.

Poiché abbiamo perso la passione per la verità, la giustizia e la rettitudine, una letargia e un’apatia si sono talmente impadronite della nostra civiltà che abbiamo difficoltà a difendere anche la lealtà ordinaria della vita.

Non abbiamo una forte passione per le grandi cause, nessun grande odio per il male, ma solo spade sguainate a metà; abbiamo gettato via le nostre mappe della vita e non sappiamo da che parte girarci. È orribile da contemplare, ma probabilmente nel mondo non c’è abbastanza amore per la verità così da poter iniziare una crociata.

(Fulton J. Sheen, da “Freedom Under God,1940”)

P.S. Per “crociata” Fulton non intende una guerra fisica ma una battaglia spirituale per difendere e affermare la verità nelle nostre vite e nella società.

LO STATO TOTALITARIO: L’ESTINZIONE DELLA LIBERTÀ E LA PROFEZIA DI DOSTOEVSKIJ

Purtroppo, in molti casi il Liberalismo è stato ferito e ucciso, non dalla riaffermazione della persona e dalla rinascita della libertà, ma dall’errore opposto dello Stato totalitario o collettivismo che nega all’uomo ogni diritto inalienabile e gli nega ogni possibilità di sviluppare la sua personalità. L’uomo è così assorbito nel gruppo o nella classe o nella razza che non può fare o pensare nulla di contrario alla volontà del dittatore. Il dittatore, a sua volta, si giustifica dicendo che il bene del tutto è quello che lui esige.

L’unica morale in una tale visione è la morale di Stato; l’unica coscienza, la coscienza di Stato; l’unico fine è la glorificazione della nazione, della razza o della classe. La libertà in questa teoria non risiede nell’uomo ma nello Stato; i diritti non nascono nell’anima, ma nel gruppo; l’uomo non è una persona sociale, ma una parte di un tutto e come tale è un mezzo per un fine.

Una delle espressioni più notevoli della menzogna totalitaria è quella profezia del comunismo del romanziere e filosofo russo Dostoevskij, che nella sua opera “I Demoni”, scritta nel 1871, ha dato una descrizione così accurata dell’estinzione della libertà sotto il comunismo che si potrebbe credere sia stata scritta a Mosca proprio quest’anno nel 1940:

“Partendo dalla libertà illimitata, sono arrivato al dispotismo illimitato. L’umanità deve essere divisa in due parti. Un decimo gode di libertà assoluta e di potere illimitato sugli altri nove decimi. Gli altri devono rinunciare ad ogni individualità e diventare un branco, attraverso una sottomissione senza limiti, voluta da una serie di rigenerazioni, per raggiungere l’innocenza primordiale, qualcosa come il giardino dell’Eden. Dovranno però lavorare. Le misure per privare nove decimi dell’umanità della loro libertà e trasformarla in una mandria attraverso l’educazione di intere generazioni sono basate sui fatti della natura e altamente logiche”.

(Fulton J. Sheen, da “Freedom Under God, 1940”)

LA VERA RIVOLUZIONE DI CUI ABBIAMO BISOGNO DEVE INIZIARE NELL’UOMO PRIMA CHE NELLA SOCIETÀ: “Noi abbiamo bisogno di una rivoluzione che purghi il cuore dell’uomo dall’orgoglio, dalla cupidigia, dalla lussuria e dall’ira”

Questa liquidazione dell’uomo nel mondo moderno non sarà arrestata dalle semplici proteste di orrore. È necessario riconoscere l’iniquità della filosofia comunista, e cominciare ad affermare, qui negli Stati Uniti, il valore della persona umana come creatura di Dio. Come Hitler ha messo l’accento sulla razza, come Mussolini lo fissò sulla nazione, così i comunisti lo pongono sulle masse rivoluzionarie. È giunta l’ora di affermare la potenza, il valore e la vocazione dell’individuo, cioè ritornare a quella che giustamente Marx considerò la base della democrazia, cioè la verità che ogni uomo possiede un’anima immortale.

Quanto ora procuriamo di fare nel mondo occidentale è lo stolto tentativo di preservare i frutti del Cristianesimo senza conservarne le radici. La personalità ha una base religiosa. Una persona è un soggetto, non un oggetto. Una persona vale di più dell’intero universo: “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?”. Una persona realizza se stessa e arriva a una relativa perfezione nella società, ma solo in quanto possiede in se stessa un principio indipendente dalla società, ovvero un’anima. L’anima ha diritti antecedenti a qualunque Stato, o dittatore, o parlamento, o sovrano.

La Dichiarazione d’indipendenza americana dice: “Il Creatore ha dotato l’uomo di alcuni diritti inalienabili”. Il mondo deve allontanarsi dalla civiltà di massa restaurando il valore della persona. Il Signore dell’universo scorse un valore anche in un criminale d’infima specie e gli disse: “Oggi sarai con me nel Paradiso”. Questa promessa fu la pietra su cui poggiano le basi della democrazia. I comunisti hanno ragione nel dire che il mondo americano necessita di una rivoluzione. È vero: questo mondo ha bisogno di una rivoluzione, ma non della volgare rivoluzione comunista che si limita a trasferire il bottino dalla tasca di uno in quella di un altro.

Noi abbiamo bisogno di una rivoluzione che purghi il cuore dell’uomo dall’orgoglio, dalla cupidigia, dalla lussuria e dall’ira. La vera battaglia contro il comunismo ha inizio nel cuore di ogni singolo americano. La rivoluzione deve aver inizio nell’uomo prima che nella società. La rivoluzione comunista è stata un fallimento basilare: non è abbastanza rivoluzionaria, perché lascia l’odio nel cuore dell’uomo. Più che del comunismo, dobbiamo aver paura di vivere senza Dio. Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? (…)

Il fondamento di questa negazione sovietica della libertà religiosa è ovvio. Il comunismo è totalitarismo, e totalitarismo significa il possesso totale dell’uomo, anima e corpo. Una democrazia lascia l’anima libera di servire il suo Dio, ma il totalitarismo non può permettersi di concedere all’anima la libertà. Quindi deve perseguitare la religione. Dov’è l’anima, là c’è la libertà. Il ghiaccio non ha spirito: deve necessariamente essere freddo. Per estinguere la libertà, il totalitarismo deve perseguitare l’anima. L’esilio di Dio significa sempre l’esercizio della tirannide sull’uomo. (…)

Infine, una delle grandi differenze tra la Costituzione americana e la Costituzione sovietica è che la prima ha fondato un governo del popolo, mentre la seconda ha fondato un governo delle masse. Il popolo è costituito da persone. Una persona è un essere razionale autodeterminato, con una coscienza propria, e una personalità unica e incomunicabile, ed è fonte di diritti e libertà inalienabili.

Che cosa sono le masse? Sono persone che hanno perduto la propria coscienza; sono persone che non sono capaci di autodeterminarsi, nonostante siano mosse dall’esterno mediante la propaganda; sembrano come formiche nel formicaio dello Stato sovietico. Le masse non sono l’opposto della classe, ma sono l’opposto della personalità. Il loro cervello è stato “depurato” al punto che esse sono diventate pronte ad aderire spontaneamente a qualsiasi cosa venisse loro proposta, a patto che sia stata ripetuta un sufficiente numero di volte. Il pericolo grave, nelle democrazie, è che il popolo possa diventare “massa”.

Il governo americano non è un governo di masse. La nostra Costituzione inizia così: “Noi, popolo degli Stati Uniti… ordiniamo e stabiliamo questa Costituzione per gli Stati Uniti d’America”. Lincoln, nel suo discorso di Gettysburg, fece eco alla nostra gloriosa Costituzione quando espresse la speranza “che il governo del popolo, esercitato dal popolo e per il popolo”, non potesse mai sparire dalla faccia della terra. Siamo popolo perché siamo persone; siamo persone perché abbiamo un’anima; se abbiamo un’anima, abbiamo dei diritti, e questi diritti ci vengono da Dio. Se desideriamo conservare il nostro profumo, dobbiamo conservare i nostri fiori; se desideriamo conservare i nostri diritti, dobbiamo anche conservare il nostro Dio!

(Fulton J. Sheen, da “La Vita merita di essere vissuta” edizioni Fede e Cultura)

PROFEZIE DI FULTON SHEEN SUI NOSTRI TEMPI: “L’Anticristo immagina il nuovo Stato socialista in cui lui e i suoi seguaci organizzeranno ogni cosa…Il prossimo conflitto avverrà tra Religione di Dio e Religione di Stato, tra Cristo e Anticristo” LA PASSIONE DELLA CHIESA SARÀ SOTTO IL POTERE DELLO STATO TOTALITARIO

“Il prossimo conflitto avverrà tra Religione di Dio e Religione di Stato, tra Cristo e Anticristo: quest’ultimo travestito da capo politico”

Mai prima d’ora nella storia umana il potere spirituale è stato così indifeso contro il potere politico; mai prima d’ora il potere politico ha usurpato in tanta misura il potere spirituale. Fu Gesù Cristo a patire sotto Ponzio Pilato; non fu Ponzio Pilato a patire sotto Gesù Cristo. Oggi, il vero pericolo non è la religione nella politica, ma la politica nella religione.

Per la prima volta nella storia del Cristianesimo, la politica, che iniziò con il dividersi dalla morale e dalla religione, ha capito che l’uomo non può vivere di solo pane, così ha tentato di catturare l’anima, attraverso ciascuna delle parole uscite dalla bocca di un Dittatore.

Per la prima volta nella civiltà occidentale Cristiana il regno dell’Anticristo ha acquistato forma politica e sostanza sociale, sovrastando e combattendo il Cristianesimo nella propria essenza di Anti-chiesa: con i propri dogmi, le proprie scritture, la propria infallibilità, la propria gerarchia, il proprio capo visibile, i propri missionari, e il proprio capo invisibile, troppo terribile perché se ne pronunci il nome.

Ai nostri giorni, in certe nazioni la religione esiste soltanto in quanto tollerata da un dittatore politico. Senza perseguitare attivamente la Chiesa, ne usurpa le funzioni, concede le tessere del pane solo a quelli che cospirano contro la religione, tenta di creare un’uniformità ideologica sopprimendo chiunque si opponga a questa ideologia, e, con il solo peso della propaganda di Stato, intende effettuare l’organizzazione sociale delle masse su una base meramente secolare e anti-religiosa.

L’istruzione, oggigiorno, si va politicizzando. Lo Stato moderno estende il proprio dominio su zone estranee alla propria giurisdizione: sulla famiglia, sull’educazione, sull’anima. Specialmente pericolosa diventa la concentrazione dell’opinione pubblica in un numero sempre più ristretto di persone, data la meccanicità con cui si può disseminare la propaganda. I contorni acquistano una crudezza particolare.

Il prossimo conflitto avverrà tra Religione di Dio e Religione di Stato, tra Cristo e Anticristo: quest’ultimo travestito da capo politico.

(Fulton J. Sheen, da “Characters of the passion” 1947)

LA PASSIONE DELLA CHIESA SARÀ SOTTO IL POTERE DELLO STATO TOTALITARIO COME QUELLA DI CRISTO FU SOTTO PONZIO PILATO

Nella preghiera del “Credo” c’è qualcosa di profetico nella breve descrizione della morte di Nostro Signore. Nessun altro nome è menzionato, tranne quello di un solo giudice: Giuda, Anna e Caifa non sono menzionati. Rapido è il passo della Vita terrena di Nostro Signore, ma un unico particolare significativo rimane a mente: “Patì sotto Ponzio Pilato”. Il che non sta solo ad attestare un fatto storico, ma anche a significare la profezia di ciò che, alcune volte, accadrà a Cristo nel Suo Corpo Mistico: in altre parole, la Sua Chiesa, nei giorni bui della storia, decrescerà fino a subire la persecuzione e a morire di una morte apparentemente definitiva, patendo sotto Ponzio Pilato, ossia sotto il potere di uno Stato “onnipotente”.

Può darsi che la religione non riesca ad opporsi allo Stato-religione, perché lo Stato moderno è armato e la Chiesa no. Può darsi perfino che la religione venga sballottata tra un giudice antico che crede sia bene che muoia un uomo solo piuttosto che perisca l’intera nazione, e un giudice moderno che ritiene sia bene che muoia tutto il popolo per un uomo solo: un dittatore. Può darsi che dalle labbra dei moderni Pilati senta le parole del Potere: “Non sai tu che ho il potere di crocifiggerti e di liberarti?”. Ma essi sentiranno sempre la dolce Voce di Cristo: “Tu non avresti nessun potere su di Me se non ti fosse dato dall’alto”.

Anche se Cristo non ci liberasse dal potere dello Stato Totalitario, così come non liberò Se Stesso, dovremmo vedere in tutto questo la Sua deliberata Volontà. Può darsi che i Suoi figli vengano perseguitati dal mondo dove da esso appunto possano allontanarsi; può darsi che i Suoi nemici più accaniti stiano, inconsciamente, lavorando per Lui, in quanto potrebbe essere compito precipuo del totalitarismo il presiedere alla soppressione di un mondo moderno divenuto indifferente nei confronti di Dio e delle Sue leggi morali. Può darsi che lo stesso secolarismo di cui soffriamo sia una reazione contro la nostra infermità spirituale.

Può darsi che lo sviluppo dell’ateismo e del totalitarismo costituisca la misura della nostra mancanza di zelo e di pietà, la prova della nostra inadempienza dei doveri cristiani. Può darsi che, come le malattie si sviluppano laddove esistono condizioni di sporcizia, così il “fascismo rosso” si sviluppi nell’empietà, e che fin quando non recheremo le Stigmate di Cristo non saremo liberati nella Sua Vittoria. Può darsi che questo stato di cose sia stato reso possibile dal fatto che abbiamo smarrito gli ideali soprannaturali e consentito al declino della famiglia, dalla nostra mancanza di rispetto per il prossimo e dal nostro crescente egoismo.

Ma quale che sia la ragione di questi giorni di prova, d’una cosa possiamo essere certi e cioè che: il Cristo che patì sotto Ponzio Pilato firmò la sentenza di morte di Pilato, non fu Pilato a firmare la sentenza di morte di Cristo.

La Chiesa di Cristo sarà attaccata, schernita, messa in ridicolo, ma non sarà mai distrutta!

I nemici di Dio non riusciranno mai a detronizzare Dio dai Cieli, né a svuotare i Tabernacoli del loro Eucaristico Signore, né a sopprimere le Mani assolutrici, ma può darsi che riescano a devastare la terra.

La cruda realtà che i nemici di Dio devono guardare in faccia è che la civiltà moderna ha conquistato il mondo, ma, così facendo, ne ha perduto l’anima; e appunto perché ne ha perduto l’anima, perderà quel mondo stesso che ha conquistato. Come si offusca la religione, così si offusca la libertà, perché solo dov’è lo Spirito di Dio vi è libertà.

(Fulton J. Sheen, da “Characters of the passion” 1947)

“È sotto la maschera e il travestimento di un progresso che nega il peccato e la colpa che l’Anticristo sfila oggi nel mondo, siede nelle nostre aule, scrive sulle nostre riviste”

C’è qualcosa di marcio nel mondo; e quel marcio è così radicale e universale che non si spiega con le cose, ma con uno spirito: lo spirito del male. È la nostra cecità a non vedere che c’è il male, perché ne abbiamo negato l’esistenza. Un uomo senza occhi può essere convinto che la notte è giorno e il giorno è notte.

Così anche il mondo moderno, che ha perso sia gli occhi della fede che quelli della ragione, può essere indotto a credere che lo spirito dell’anticristo non sia qui, perché ha dimenticato Cristo, chi lo convincerà che c’è un Anticristo? (…)

Gli uomini pensano che il male debba venire sotto le sembianze di un germe, o di una bomba, o di un’incidente, o di un’esplosione, o di un disastro ferroviario, o di un fallimento bancario, dimenticando che il più grande male può venire all’uomo sotto le mentite spoglie dei pensieri e delle idee umane.

È sotto la maschera e il travestimento di un progresso che nega il peccato e la colpa che l’Anticristo sfila oggi nel mondo, siede nelle nostre aule, scrive sulle nostre riviste, si pavoneggia sui nostri palcoscenici, promettendo di redimere l’uomo quando avrà abbandonato la Croce e la penitenza.

(Fulton J. Sheen, da “For God and Country”, 1941)

“L’Anticristo immagina il nuovo Stato socialista in cui lui e i suoi seguaci organizzeranno ogni cosa”

Oggi le anime si vendono per quel pane che chiamano sicurezza; si vendono per quel potere che oggi si chiama Scienza e Progresso, mentre altri, in più di un quinto della superficie mondiale, hanno barattato la loro libertà per dittatori e tiranni.

Aveva ragione Dostoievskij, quel grande scrittore russo del secolo scorso, quando in un grande lampo di genio avvertì che la negazione del peccato e dell’inferno nell’educazione e nella religione sarebbe finita in un socialismo mondiale dove gli uomini avrebbero rinunciato alla libertà per una falsa sicurezza.

Egli immaginò l’Anticristo che ritornava nel mondo e parlava così a Cristo: “Tu sai che le epoche passeranno, e l’umanità proclamerà dalle labbra dei suoi saggi che non c’è crimine, e quindi nessun peccato; c’è solo la fame? E gli uomini verranno strisciando ai nostri piedi, dicendoci: ‘Dateci il pane! Prendetevi la nostra libertà’ “.

Mi chiedo se quei giorni non siano già arrivati; al posto degli uomini liberi, l’Anticristo immagina il nuovo Stato socialista in cui lui e i suoi seguaci organizzeranno ogni cosa dopo aver convinto la gente che non c’è peccato – c’è solo la fame.

Negando la responsabilità a Dio, gli uomini hanno ceduto la loro libertà a Satana.

(Fulton J. Sheen, da “Freedom In Danger, 1943”)

GLI AVVOLTOI DEL COMUNISMO SONO GLI SPAZZINI DELLA STORIA MODERNA

Gli avvoltoi del comunismo stanno scendendo sull’Occidente perché la decadenza e la morte sono già scesi nel mondo occidentale a causa del crollo della famiglia e della moralità pubblica. Il comunismo è lo spazzino della storia moderna.

Se il nostro mondo moderno ha permesso una tale decadenza, nella nostra vita pubblica e privata, è necessario che arrivino gli spazzini. Gli avvoltoi sono necessari per la salute del mondo: le carcasse non consumate causerebbero inquinamento. Un mondo senza spazzini sarebbe come un sepolcro puzzolente.

O noi ripuliremo la corruzione e la pestilenza morale, o gli avvoltoi verranno con un martello su un’ala e una falce sull’altra: il martello per abbattere le nostre croci, la falce per tagliare la vita umana come il grano nella persecuzione di coloro che vogliono fare il Pane della Vita.

Ciò che è grave è l’apatia e la tiepidezza riguardo ai nostri tempi critici. Ora è il momento di scuotersi di dosso il letargo fatale.

Tutte le brave donne e gli uomini che si occupano dei destini del mondo devono rendersi conto che il mondo intero deve essere ricostruito dalle fondamenta, e che il modo migliore per farlo è iniziare da noi stessi.

(Fulton J. Sheen, da “The Perils of The Times, luglio 1952”)

Il mondo occidentale deve capire che il totalitarismo non può essere superato dal socialismo, dal capitalismo “laissez-faire”, dall’individualismo o da qualsiasi combinazione di questi, perché ciò che è andato storto non sono i mezzi per vivere, ma i fini. Il caos economico e politico del mondo moderno può essere superato solo da un concetto non politico, non economico, non Marxiano, non Freudiano, dell’uomo e della società.

Questo non significa che la politica e l’economia non abbiano valore; lo hanno. Ma significa che hanno un valore secondario perché, se non conosciamo la natura della creatura per la quale la politica e l’economia esistono, è inutile immischiarsi in esse come lo è ingannare un “forno fusorio” se non ne conosciamo lo scopo.

A meno che non ripristiniamo il concetto Cristiano di uomo, e quindi costruiamo un ordine umano piuttosto che economico, saremo costretti a un Totalitarismo nell’ora in cui stiamo facendo del nostro meglio per combatterlo.

(Fulton J. Sheen, da “Philosophies at War, 1943”)

“Dio potrebbe salvarci dal nostro caos e dalla nostra schiavitù con la forza, ma ciò sarebbe la distruzione della libertà”

Non c’è modo di fermare questo tradimento della libertà se non attraverso la predicazione Cristiana dello scopo e del fine dell’uomo; vale a dire, lo svolgimento e sviluppo sociale, economico, e politico della sua personalità in questo mondo e la sua fioritura spirituale nel prossimo.

Dio potrebbe salvarci dal nostro caos e dalla nostra schiavitù con la forza, ma ciò sarebbe la distruzione della libertà. Dio attende la risposta libera e non forzata dell’uomo alla sua chiamata. Ecco perché il Suo ultimo addio al mondo è stato dall’impotenza della croce dove solo i Suoi occhi potevano richiamarci al dolce scopo della vita. Ha sopportato persino i più grandi malfattori per amore della libertà.

Tale libertà non è una libertà indifferente verso la verità, né tollerante verso la falsità, ma è una libertà che crede nella verità ed è così sacra da valere una morte in croce.

(Fulton J. Sheen, da “Freedom Under God” 1940)

È semplicemente impossibile avere milioni di uomini nel mondo che vivono secondo i loro princìpi pagani, e non produrre il moderno mondo caotico in cui viviamo. Questa idea di un “Paradiso quaggiù” è il modo più sicuro per creare un inferno sulla terra. L’universo diventa così una molteplicità di piccole divinità egocentriche; lo stemma di ciascuna è una grande lettera “I”, e quando parlano le loro “I” si avvicinano sempre di più.

Alla luce della precedente spiegazione dell’uomo, la scelta davanti al mondo è questa: Costruiremo un Nuovo Ordine sul presupposto totalitario che l’uomo è uno strumento dello Stato? O manterremo il Vecchio Ordine della cultura laicista degli ultimi duecento anni, secondo cui l’uomo è solo un animale economico? O costruiremo un Nuovo Ordine sul presupposto Cristiano, che l’uomo è una creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio e quindi uno per il quale l’economia, la politica e la società esistono come mezzo per un destino eterno al di là della prospettiva storica dei pianeti, dello spazio e del tempo?

(Fulton J. Sheen, da “Philosophies at War” 1943)

Il liberalismo non è stato la nascita della libertà; la dittatura non è la sua scoperta. La libertà aveva le sue radici nella natura spirituale dell’uomo prima che esistesse un liberale, un democratico, un fascista, un fascista sovietico o un comunista. La libertà non è nata da nessuna organizzazione sociale, da nessuna costituzione, da nessun partito, ma dall’anima dell’uomo… È ora che i liberali e i dittatori smettano di parlare di dare la libertà all’uomo, e si rendano conto che l’uomo dà loro la libertà. Allora l’uomo, a sua volta, si renda conto che le radici della sua libertà sono nel suo scopo di creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio.

(Fulton J. Sheen, da “Freedom Under God” 1940)

Il nuovo ateismo non è come il vecchio ateismo teorico, che si vantava di essere composto intellettualmente da un po’ di scienza, antropologia e religione comparata. Il nuovo ateismo non è dell’intelletto, ma della volontà; è un atto di rifiuto libero e desideroso della moralità e delle sue esigenze. Inizia con l’affermazione di sé e la negazione della legge morale.

(Fulton J. Sheen)

L’educazione forma solo metà dell’uomo, sviluppando il suo intelletto, ma non la sua volontà; la sua mente, ma non il suo carattere; gli dà la conoscenza dei fatti, ma non gli dà alcuno scopo o destino… Quando la Verità Divina viene negata, non c’è nessun fondamento finale della verità se non il potere, che ha già reso schiavo un terzo del mondo.

(Fulton J. Sheen, Moral Responsibility Decays. Feb, 18, 1979.)

Se distruggiamo le radici morali della libertà non possiamo aspettarci di conservare i frutti della libertà. La libertà è responsabilità, non licenza. La libertà separata dalla responsabilità morale – cioè la libertà separata da Dio – è anarchia. La libertà di religione morirà se ci sottraiamo alle nostre responsabilità o ai nostri doveri verso Dio. La libertà di parola morirà se ci sottraiamo alla nostra responsabilità verso la verità. La libertà dal bisogno svanirà se ci sottraiamo alla nostra responsabilità verso il nostro prossimo. La libertà dalla paura svanirà se ci sottraiamo alla nostra responsabilità di amare coloro che sono in difficoltà… La libertà non è un cimelio che appartiene originariamente ai Padri Fondatori del nostro Paese, e che da allora ci è stato tramandato di generazione in generazione. La libertà è piuttosto una dono come la vita, che si conserva resistendo di volta in volta alle sfide della malattia e della morte. La libertà è nostra solo per essere donata. Noi vogliamo la libertà per poter fare le nostre disposizioni e le nostre scelte. Ogni uomo può cedere la sua libertà alle creature, all’opinione pubblica o a Dio. La creatura a cui cede la sua libertà può essere il denaro, o il potere, o un essere umano – poiché ogni amore è una schiavitù, che cerca di svincolarsi dall’oggetto del suo affetto.

(Fulton J. Sheen, Freedom – February 19, 1944.)

Nessun vero successo è mai goduto senza sacrificio e sforzo. Se colui che gode del successo non l’ha pagato, qualcun altro l’ha fatto. Il lavoro di un padre nell’accumulare il capitale ha pagato il successo del figlio che non ha mai aggiunto nulla a ciò che ha, ma si limita soltanto a manipolarlo.

L’assicurarsi uno stipendio, del denaro o della fama senza il dispendio di sforzi è dannoso per la natura umana. I sovietici non lo sanno, ma uno dei loro articoli ha una citazione di San Paolo, cioè: “Chi non lavora, non mangi”. La ricchezza facile e frettolosa attraverso la speculazione o attraverso il petrolio che sgorga in faccia da un buco nel terreno, potrebbe portare all’effeminatezza, a meno che non sia temperata da uno sforzo per controllare il falso orgoglio che deriva dalla ricchezza rapida.

Anche l’andare in chiesa, quando conviene solo alla nostra comodità, o perché è Natale o Pasqua, o perché “non si parla mai del peccato”, può finire nel declino della vera pietà. I bambini non sono gli unici a cui piacciono i cibi predigeriti: piacciono anche agli adulti.

Quello che non costa nulla equivale al nulla. La natura dà all’uomo il mais, ma egli deve macinarlo; Dio dà all’uomo una volontà, ma egli deve fare delle scelte giuste. Come disse Goethe: “Una vita oziosa è la morte anticipata”. Non si è mai trovata e non si troverà mai una filosofia migliore di quella che mette la Croce al centro della civiltà del bene, del vero e del bello e poi aggiunge: “Prendete ogni giorno la vostra croce e seguitemi”.

(Fulton J. Sheen, da “Parasites in Civilization-Parassiti nella Civiltà” 1955)

Il nostro è il tempo del grande divorzio di Cristo dalla Sua Croce…

Le parole sporche hanno generalmente quattro lettere, ma l’unica parola da cui la società educata si allontana sempre di più è una parola di cinque lettere: CROCE.

La nuova schizofrenia nella religione può essere chiamata staurofobia o “paura della croce”. Cristo è stato strappato dalla Sua Croce. Cristo è da una parte, la Croce è dall’altra. Così, abbiamo un Cristo senza Croce e una Croce senza Cristo.

Il Cristo senza la Croce non può salvare, perché rappresenta l’effeminatezza, il permissivismo e un Gesù Superstar che usa la musica per consolare la sconfitta.

La Croce senza il Cristo non può salvare, perché rappresenta Dachau, Auschwitz, i campi di concentramento, la pigiatura degli individui come l’uva per fare il vino collettivo dello Stato.

(Fulton J. Sheen, da “Those Mysterious Priests” 1974)

Non siate abbattuti perché i persecutori della religione, avendo deposto la Chiesa nel sepolcro come il Suo Fondatore, si vantano dicendo: “Ecco il luogo dove l’abbiamo deposta”.

La legge del progresso della Chiesa è il contrario della legge del progresso del mondo. Siamo più progressisti quando siamo più odiati.

È solo perché i fuochi della Sua Verità stanno accecando gli occhi malvagi convincendoli del peccato e del giudizio, che il mondo cerca invano di spegnerli. E anche se il mondo sta strappando tutte le fotografie e i progetti di una società e di una famiglia basate sulla Legge morale di Dio, non scoraggiatevi. La Chiesa ha conservato i negativi.

(Fulton J. Sheen, da “Ispirazioni quaresimali e pasquali”)

Il mondo è sempre pronto a recitare un requiem sulla tomba della Chiesa, ma questa risorge e recita un requiem sulle tombe altrui.

(Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi” edizioni Fede e Cultura)

LA CHIESA È CAMBIATA? LA CRISI E LE CONSEGUENZE CHE IL PENSIERO MARXISTA-COMUNISTA HA PROVOCATO NELLA CHIESA, NEI SACERDOTI E NEI FEDELI.

Due pensatori hanno fatto il pensiero dei nostri tempi: Freud e Marx. (…) Il primato del piacere, il rifiuto della disciplina e dell’autocontrollo, e la licenza del sesso, divennero l’espressione degli opuscoli di Freud, sia che egli ammettesse o meno queste idee. La Rivoluzione, il Socialismo e il Maoismo divennero l’eredità dell’autore di “Das Kapital-Il Capitale”… Marx-Marcuse-Mao.

Che effetto hanno avuto questi pensatori sulla religione? Il rapporto di Freud con essa è stato trattato nel nostro libro “La Pace dell’Anima”. La nostra preoccupazione qui riguarda il marxismo e la sua ripercussione sulla religione e, in particolare, sul sacerdozio.

Marx e i Preti? Quei misteriosi Sacerdoti!

È possibile che i cambiamenti di mentalità di pochi siano dovuti più a Marx che a Marco, più al comunismo che al Vangelo? Non è che il clero legga Marx. Un cinico potrebbe dire che non leggono più di Karl Marx che di San Tommaso d’Aquino. Ma non hanno bisogno di leggere. Le idee diventano atmosfera; i libri generano lo Zeitgeist (lo spirito del tempo). La stampa quotidiana non riporta note a piè di pagina, ma ha una filosofia di vita che i creduloni seguono, e che i saggi riconoscono. L’origine filosofica del marxismo non ci riguarda qui, ma come esso sia diventato inconsciamente un emisfero in alcuni cervelli religiosi.

Il marxismo sosteneva che “la religione è l’oppio del popolo”. Oggi questo può significare che la politica è l’eroina della religione. Non che alcuni siano consapevolmente marxisti; non lo sono, più di quanto chi usa la parola “filantropico” sappia di parlare greco. I laici sanno solo che la Chiesa è “cambiata”. Alcuni direbbero che è stato “l’abito”; altri, “la perdita del Latino”; altri, “l’emergere del potere dal basso”. Ma noi crediamo che i principi assunti e inconsci abbiano prodotto mutazioni in un piccolo gruppo di specie sacerdotali.

Queste sono le idee marxiste incorporate o riflesse inconsciamente in alcuni pastori e in alcune pecore della Chiesa:

  1. L’unica realtà è sociale, cioè il modo in cui gli uomini vivono nell’ordine politico, economico e sociale. Quindi, essere interessati alla salvezza dell’anima individuale è essere “borghesi” o “capitalisti”. Poiché l’ordine sociale è primario per la persona, la catechesi inizia con la comunità; il valore della persona è giudicato dal suo servizio all’ordine sociale.
  2. L’arte, la religione, la cultura, la filosofia e la morale sono sovrastrutture costruite su metodi di produzione. Se il capitalismo è il sistema economico al potere, allora naturalmente c’è un comandamento: “Non rubare”. Questo è stato inventato per proteggere i diritti di proprietà. Se il capitalismo e il governo che lo sostiene vengono distrutti, non c’è più bisogno della religione e della moralità borghese. La “novità” è quindi la laicità o la salvezza del mondo politico-economico. Il Regno di Dio diventa il Regno del mondo. La Teologia e la pietà sono Super-Ego o ideologie inutili.
  3. L’undicesima tesi di Marx su Feuerbach afferma che “i filosofi hanno solo interpretato il mondo; il punto è cambiarlo”. Ciò che è importante è quello che un uomo fa, non quello che un uomo pensa o crede. Applicato all’educazione teologica, questo significa che i corsi sui dogmi, la morale e le Scritture sono solo razionalizzazioni di un sistema antiquato e, quindi, “irrilevanti” per l’unica realtà che è la società. Come osserva Merleau-Ponty, “l’attivismo non lascia spazio all’intimità spirituale”.
  4. Il Sacerdote è chiamato a riparare il mondo, o forse a “lasciarlo”. I suoi sermoni devono essere su questioni sociali. La spiritualità è “privatizzazione” e i discorsi pubblici dovrebbero, quindi, ignorarla.
  5. Il mondo è l’oggetto della salvezza, non l’anima, non la Chiesa. Un sacerdote o un religioso, quindi, deve identificarsi più nell’abito, nelle abitudini e nel linguaggio, con ciò che deve essere salvato socialmente, piuttosto che con il culto, la liturgia e il sacramentale.
  6. “Un essere si mostra indipendente quando sta in piedi da solo, quando deve la sua esistenza a se stesso. Un uomo che vive per la grazia di un altro è un essere dipendente” (Marx). L’accettazione dell’autorità papale, o l’obbedienza a un vescovo, è un tradimento del diritto di ogni individuo di determinare ciò che è giusto. L’autorità viene dal basso, non dall’alto come Cristo disse a Pilato.
  7. Marx secolarizzò l’idea del giudizio alla fine dei tempi che avrebbe inaugurato una “terra nuova”; la rivoluzione Comunista è l’equivalente della Seconda Venuta. Il Paradiso attraverso il comunismo, o dopo una severa e violenta distruzione del capitalismo, e la pace finalmente arriva sulla terra. Per la chiesa significa questo: “Gesù era un rivoluzionario”, o “la teologia è politica”.
  8. Un’altra tesi di Marx era: “La critica alla religione è l’inizio di tutte le critiche”. La protesta è l’introduzione al miglioramento sociale. La forza del clero contro l’ “establishment”, quindi, non risiede in un programma positivo, ma in quella che Cohn-Bendit ha descritto come “spontaneità incontrollabile”. Un Sacerdote fa “le sue cose”; un sogghigno contrariato all’Humanae Vitae è più efficace di un attacco razionale che richiede studio e pensiero.

(Fulton J. Sheen, da “Those Mysterious Priests” 1974)

P.s. Il pezzo è stato tradotto in modo amatoriale dall’originale inglese che potete trovare scaricando l’anteprima o acquistando l’eBook sul link di Amazon qui sotto:

Il comunismo è la tragedia della libertà.

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Il comunismo è la tragedia della libertà. Un falso liberalismo, che consente a un uomo di scegliere qualsiasi cosa tranne il metro del giusto e dell’ingiusto, può produrre un caos che il comunismo provvede a organizzare.

Allora, nel linguaggio del fondatore del comunismo, abbiamo una nuova definizione della libertà: “Libertà significa necessità”. In altre parole, si è liberi fin quando si obbedisce al dittatore. Ciò che hanno fatto i comunisti è stato di prendere la Verità che appartiene a Dio e di identificarla con il loro regime.

Il mondo, lo sappia o non lo sappia, sta scegliendo attualmente tra la schiavitù a un sistema e l’Amore di Colui che ha detto: “Io Sono la Verità”, “La Verità vi renderà liberi”.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Pensieri per la vita di ogni giorno”)