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PERCHÉ LA MAGGIORANZA DEI MATRIMONI MODERNI FINISCE IN UN FALLIMENTO?

Che cosa succede quando non viene attuato l’ordine divino e l’amore erotico non viene utilizzato quale embrione che deve condurre a Dio?

Con questa domanda mettiamo il dito sul fallimento della maggioranza dei matrimoni moderni, in cui l’amore non è considerato come una porta aperta verso il cielo, ma come mera inclinazione della carne. Quando le unioni matrimoniali sono prive di religione – la quale sola può suggerire che l’amore della carne è nient’altro che un’introduzione all’amore dello spirito – allora l’altro coniuge diventa oggetto di adorazione al posto di Dio.

Questa è infatti l’essenza dell’idolatria: adorare l’immagine invece della realtà, scambiare la copia per l’originale, e la cornice per il quadro. Quando l’amore si limita alla soddisfazione del desiderio egotistico, diviene solo un’energia esauritasi, o una stella caduta. Quando l’amore rifiuta deliberatamente di usare le scintille che Dio gli ha dato per accendere altri fuochi, quando scava pozzi, ma non incanala mai le acque; quando impara a leggere, ma senza mai giungere alla conoscenza, allora l’amore si volge contro se stesso, e poiché desidera solamente godersi la propria vita si tramuta in odio o in reciproco massacro.

Quando l’altro coniuge diviene idolo e oggetto di adorazione al posto di Dio, l’amore erotico si volge contro coloro che ne abusano. Ogni coniuge comincia a sentire la torturante contraddizione tra il desiderio infinito di amore divino che è stato disdegnato, e le sue povere e finite realizzazioni e sazietà nella forma umana. Entrambi i coniugi tentano di vivere quel momento in cui si concreta la promessa di Satana: “Voi sarete simili a dei”.

Ma se non c’è Agape per imbrigliare Eros, allora si scatenano le furie quando l’uno dei coniugi si accorge che l’altro non è un Dio, tanto meno un angelo, e neanche un angelo caduto. Quando l’altro coniuge non ha dato tutto quello che aveva promesso di dare, proprio perché, non essendo Dio ma solo uomo, era incapace di soddisfare il desiderio di appagamento d’infinito, l’altro si sente tradito, ingannato, deluso e frodato. Nessun essere umano è amore, bensì soltanto amabile; solo Dio è amore.

Quando la creatura si sostituisce al Creatore pretendendo di sostituirsi all’amore, allora l’amore erotico si tramuta in odio. L’uno dei coniugi scopre che l’altro ha i piedi di argilla, che invece di un angelo è una semplice donna, o che invece di Apollo è un semplice uomo. Quando l’estasi non continua e l’orchestra smette di suonare, e lo champagne della vita ha perduto il suo frizzante, l’altro coniuge viene considerato un truffatore e un ladro, e infine citato in tribunale per il divorzio con il pretesto di “incompatibilità”.

E quale pretesto potrebbe essere più stupido dell’incompatibilità, quando non esistono al mondo due persone che siano perfettamente e costantemente compatibili tra loro? La ricerca di un nuovo compagno parte dal presupposto che qualche altro essere umano possa dare ciò che solo Dio può dare. I nuovi matrimoni equivalgono soltanto a una somma di zeri.

Invece di comprendere che la principale ragione del fallimento sta nel rifiuto di avvalersi dell’amore coniugale come di un veicolo per arrivare all’amore divino, il divorziato pensa che le seconde nozze possano offrirgli ciò che le prime non possedevano. Il semplice fatto che un uomo o una donna cerchino un nuovo compagno è una prova che non c’era mai stato vero amore, poiché, se il sesso è sostituibile, l’amore non lo è. Le mucche possono ruminare in altri pascoli, ma una persona non può essere sostituita. Non appena una creatura umana sia equiparata a un pacco da giudicare soltanto in base al suo involucro, non passerà molto tempo che l’oro falso mostrerà il verderame e il pacco sarà gettato tra i rifiuti.

(Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi” edizioni Fede e Cultura)

SESSO E AMORE NEL CRISTIANESIMO: MATRIMONIO E INFEDELTÀ.

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Trattando dell’amore coniugale, due sono gli estremi da evitare: uno è il rifiuto di riconoscere l’amore sessuale, l’altro sta nel dare troppa importanza all’attrazione sessuale. Il primo errore fu vittoriano; il secondo è freudiano. Per il Cristiano, il sesso è inseparabile dalla persona, e voler ridurre la persona a sesso è tanto stolto quanto voler ridurre la personalità a polmoni o a torace. Alcuni vittoriani, per la loro stessa educazione, negarono praticamente il sesso come una funzione della personalità; alcuni sessuofili dei tempi moderni negano la personalità e divinizzano il sesso.

L’animale maschio è attratto verso l’animale femmina, ma una personalità umana è attratta verso un’altra personalità umana. L’attrazione della bestia verso la bestia è fisiologica; l’attrazione dell’essere umano verso un altro essere umano è fisiologia, psicologica e spirituale. Lo spirito umano ha una sete d’infinito che il quadrupede non ha. Quest’infinito è, in realtà, Dio. Ma l’uomo può pervertire tale sete, mentre l’animale non può perché non ha il concetto dell’infinito. L’infedeltà, nella vita coniugale è in sostanza la sostituzione di un infinito con una successione di esperienze carnali finite. La falsa infinità di tale successione si sostituisce all’Infinità del Destino, che è Dio. La bestia è promiscua per una ragione del tutto differente da quella per cui è promiscuo l’uomo. Il falso piacere dato da nuove conquiste nel regno del sesso è il surrogato della conquista dello Spirito nel Sacramento del Matrimonio! Il senso di vuoto, di malinconia e di umiliazione è una conseguenza dell’incapacità di trovare soddisfazione infinita in ciò che è carnale e limitato. La disperazione è edonismo deluso. Gli spiriti più depressi sono quelli che cercano Dio in un falso dio!

Se l’amore non si eleva, precipita. Se, come la fiamma, non arde verso il sole, brucia alla base, distruggendosi. Se il sesso non ascende al paradiso, discende nell’inferno. Il corpo non può donarsi se l’anima non si dona. Coloro che ritengono di poter essere reciprocamente fedeli nell’anima ma infedeli nel corpo, dimenticano che queste due condizioni sono inseparabili. Il sesso isolato dalla personalità non esiste! Un braccio vivo e gesticolante staccato da un organismo vivente è un assurdo. L’uomo non ha funzioni organiche isolate dall’anima. La sua personalità forma un tutto unico. Non v’è nulla di più psicosomatico dell’unione di due esseri in una carne sola; nulla migliora o peggiora tanto una mente, una volontà. La separazione dell’anima dal corpo è la morte. Coloro che separano il sesso dallo spirito prefigurano la morte. Godere della personalità altrui attraverso la propria personalità, questo è amore. Il piacere della funzione animale attraverso la funzione animale di un altro è sesso separato dall’amore.

Il sesso è uno dei mezzi istituiti da Dio per l’arricchimento della personalità. È un principio fondamentale di filosofia che nella mente non v’è nulla che non sia stato prima avvertito dai sensi. Qualsiasi nostra conoscenza ci viene dal corpo. Come ci dice San Tommaso, noi abbiamo un corpo perché il nostro intelletto è debole. Come la mente si arricchisce mediante il corpo e i suoi sensi, così l’amore si arricchisce mediante il corpo e il suo sesso. Come in una lacrima su una guancia si può vedere riflesso un universo, così nel sesso si può vedere riflesso il ben più vasto mondo dell’amore.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi”)

PERCHÉ I MATRIMONI FALLISCONO?

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L’amore consiste principalmente nella volontà, non nelle emozioni o nelle ghiandole. La volontà è come la voce; le emozioni sono l’eco. Il piacere associato all’amore, vale a dire ciò che oggi viene chiamato “sesso”, è la vaniglia del dolce: la sua funzione è di farci amare il dolce, non di farcelo ignorare. La più grande illusione degli amanti è di credere che l’intensità della loro attrazione sessuale sia la garanzia della perpetuità del loro amore.

È a causa di questa incapacità di distinguere tra il ghiandolare e lo spirituale – ovvero tra il sesso, che abbiamo in comune con gli animali, e l’amore, che abbiamo in comune con Dio – che i matrimoni sono così illusori. Ciò che molti amano non è una persona, bensì l’esperienza di essere innamorati. La prima cosa è insostituibile; la seconda non lo è. Non appena le ghiandole cessano di reagire con il loro originario vigore, i coniugi che hanno identificato l’emotività con l’amore asseriscono di non essere più innamorati l’uno dell’altro. In tal caso, essi non hanno mai veramente amato l’altra persona: hanno amato soltanto di essere amati, il che rappresenta la forma più alta di egoismo.

Il matrimonio fondato esclusivamente sulla passione sessuale dura unicamente quanto la passione animale. Entro un paio d’anni l’attrazione animale verso l’altra persona può morire, e quando ciò avviene, la legge corre in suo soccorso giustificando il divorzio con termini privi di senso come “incompatibilità” o “crudeltà mentale”. Gli animali non ricorrono mai ai tribunali, perché non hanno la volontà di amare; ma l’uomo, essendo provvisto di ragione, sente il bisogno, quando ha torto, di giustificare l’irrazionalità della sua condotta.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi”)

IL DIVORZIO È UN TERREMOTO PER LA CIVILTÀ E PER L’ORDINE SOCIALE.

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L’amore sessuale crea tra l’uomo e la donna una completezza che supera di gran lunga qualsiasi altra unione di ordine sociale o politico! Questa è la ragione per cui uno Stato rispettoso dell’unità familiare come fondamento della civiltà è molto più unito di una civiltà che ignori questo fondamento. Una civiltà lacerata dal divorzio è già in causa, è già una civiltà incrinata.

Possono bastare pochi decenni perché le crepe familiari si trasformino in terremoti dell’ordine sociale, e non si è autorizzati – per il fatto che a questa civiltà non sia stato ancora eretto il monumento funebre – a concludere che questa civiltà non sia già morta. «Tu hai nome di vivente, eppure sei morto». (Ap 3, 1)

Lo Stato può infrangere mediante il divorzio il legame esteriore tra marito e moglie ma non potrà mai infrangere quel legame interiore che la fusione in una sola carne ha creato.

Per giustificare la rottura della loro unione, tali coniugi possono dire: «L’amore mi ha ingannato». La verità è che sono stati loro a ingannare l’amore. E il loro inganno ebbe inizio il giorno in cui scambiarono per amore il «fremito sessuale».

In realtà essi non hanno mai amato, perché l’amore non riprende mai ciò che dà, nemmeno nell’infedeltà. Dio non ritira mai il suo amore, quantunque noi siamo peccatori. Noi possiamo tradire Lui, ma Egli non ci abbandona mai.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi”)

IL VERO MOTIVO DELLA CRISI DEL MONDO E DELLA CHIESA. Quando una civiltà pecca e nega di peccare, diventa necessario per Dio farle sentire gli effetti del peccato. Come fargli sentire gli effetti del peccato? Con una crisi immane.

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Nei tempi in cui la fede era più viva, la gente peccava come pecca oggi, ma “sapeva” di peccare; infrangeva la Legge di Dio, ma l’ammetteva e la riteneva giusta e sapeva pure che l’unica strada del ritorno non era la giustificazione del peccato, ma la sua Confessione e la conseguente Penitenza…

Quando una civiltà pecca e nega di peccare, diventa necessario per Dio farle sentire gli effetti del peccato…

Questa è la ragione per cui noi siamo tanto preoccupati ed ansiosi. Divorzi, assassinii, educazione atea, peccati carnali, calunnie ed egoismi ecc.., tutti questi peccati sono commessi con grandiosa disinvoltura per poter far toccare con mano a questo nostro mondo quanto si sia allontanato dalle basi della vita di Dio; come fargli sentire gli effetti del peccato? Con una crisi immane.

Come una salute rovinata nel corpo e nella mente è il risultato dell’alcolismo, come una famiglia in rovina è il risultato morale dell’infedeltà e del divorzio, così il caos ed il disordine sono il risultato storico di una civiltà senza Dio…

Dio non manda arbitrariamente i disastri su di noi, ma piuttosto i disastri derivano dalla violazione della Legge di Dio; come il tuono segue il lampo, e come l’ignoranza deriva dall’indolenza. Dio ha fatto il mondo in modo che il peccato produca certi effetti e questi momenti caotici della storia attuale sono un poco la manifestazione del Giudizio di Dio sul nostro modo di vivere.

(Beato Fulton J. Sheen, da “The Rock Plunged Into Eternity – Ancore sull’abisso – Radiomessaggio del 26 Marzo 1950”)

NON TUTTI I CATTOLICI ANDRANNO IN PARADISO! Perché alcuni cattolici si perdono?

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Perché alcuni cattolici si perdono?

Primo, nessuno si separa dal Corpo Mistico di Cristo per vivere una vita più santa. Secondo, nessuno si allontana dalla Chiesa per dei dubbi sul Credo, ma per delle difficoltà riguardo i Comandamenti…

A questo mondo, nulla è più difficile ad essere capito, da coloro che vivono nel peccato, della Verità di Cristo vivente nel Suo Corpo Mistico. Ma, appena voltate le spalle al peccato, la Verità riappare in tutta la sua chiarezza.

Un ladro non ama la luce quando si accinge a rubare; l’uomo che conduce una vita di peccato, odia Cristo, Luce del Mondo.

Quando Dio punisce, ci lascia soli; e nulla vi è di più terribile al mondo che vivere soli con noi stessi. È il nostro “Ego” che brucia nell’inferno.

Coloro che sono fuori dalla Chiesa a causa di un cattivo matrimonio, soffrono di un’ansietà e un timore noti solo a quelli che non ricevettero mai la Santa Comunione. Essi si sentono delusi di ciò che hanno e, come Giuda, si accorgono di aver pazzamente venduto Gesù per un nulla. Il loro piacere diminuisce sensibilmente, gli anni passano, il corpo perde la sua bellezza. Essi hanno ciò che potrebbe definirsi la “grazia oscura”; quel senso di solitudine proprio di chi è separato da Dio. La “Grazia bianca” è la presenza di Dio nell’anima. La “Grazia nera” è la sensazione della sua assenza, l’impressione di essere “senza Dio”. Ogni volta che un uomo cade e si allontana da Dio, cade in se stesso. Ciò avviene quando il suo “Ego” diventa insopportabile.

Una cosa è certa: la nostra Fede non impedisce a una persona di peccare, non la rende impeccabile, ma toglie al peccato anche quelle gioie amare che potrebbe donare a chi lo commette. La coscienza inquieta diviene un po’ come il mal di denti che ripeta: “Vai dal dottore!”. Il rimorso e l’inquietudine sussurrano molesti: “Questa non è la strada che conduce alla pace; torna, torna a Dio!”.

Io scongiuro tutti coloro che lasciarono la Casa del Padre a voler tornare! Il nostro amore vi spalanca la porta, ve la tiene aperta ad ogni ora.

Gesù, il Buon Pastore, vuole che torniate!

La Madonna vuole che torniate! Ella sa che cosa voglia dire stare senza Gesù, perché Lo perse per tre giorni.

Gesù Vuole che torniate! Vi aspetta nel Suo Tabernacolo, perché Egli sospira di ridarvi il bacio che vi aveva dato nel giorno della vostra prima Comunione.

Vi attende nel Confessionale! Non potreste mai chiamare Gesù col dolce nome di Salvatore, se non aveste mai peccato.

Non disperate mai, mai! Finché non siate diventati infinitamente cattivi e il Signore abbia cessato di essere infinitamente Buono e Misericordioso. Non dovete mai disperarvi!

Vi sono del resto due vie per conoscere la Bontà di Dio: la prima è quella di non perderLo; l’altra è quella di ritrovarLo dopo averLo perduto. Sia almeno questa la vostra via, quella del ritorno.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Ancore sull’abisso – Radiomessaggio del 12 Marzo 1950”)