Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

SEI UN PECCATORE? VUOI ESSERE SANTO? SEI DISPERATO? ALLORA VAI DA MARIA: ECCO TUA MADRE!

“Venga il tuo regno”
«Donna, ecco tuo figlio» (Gv 19,26)

Quando Nostro Signore ci ha insegnato il Padre nostro, ha fatto della terza domanda una preghiera affinché venga il regno di Dio, che è il regno dei santi. Ora, nella sua ultima preghiera, si rivolge alle più sante tra le creature: Maria, sua Madre, e Giovanni, il discepolo prediletto. Per nessun’altra ragione moriva sulla croce, se non per renderci santi; ed essere santi significa essere fissi nella virtù. La creatura più santa che Dio abbia mai creato era la Madre del suo Figlio divino, perché non solo era «piena di grazia», ma anche corredentrice col suo Figlio che ora pendeva sopra la sua testa.

Quando Nostro Signore la guardava e, nella persona di Giovanni, ci raccomandava a lei dicendo: «Ecco tua madre», era come se dicesse a noi: «Se vuoi essere santo, ecco tua madre; se davvero desideri che venga il mio regno, allora ecco tua madre; se vuoi essere radicato nella virtù ed essere perfetto come il tuo Padre celeste è perfetto, ecco tua madre». Nostro Signore non ha fatto eccezioni: ha donato sua Madre a tutti, a coloro che peccano, a coloro che piangono, a coloro che soffrono.

Sei un peccatore? Allora vai da Maria, perché lei sa qualcosa dell’amarezza della tua anima. Maria sa cosa significhi per un’anima essere priva di Gesù, poiché perdendolo per tre giorni ha meritato di diventare il Rifugio dei peccatori. Proprio in quel momento stava meritando quell’onore. Non sarebbe stata donata ai peccatori se non ci fosse stata una crocifissione; e non ci sarebbe stata crocifissione senza peccato; né ci sarebbe mai stato peccato senza un peccatore; e dove sono i peccatori, là siamo noi. Maria, pertanto, deve a noi, in quanto peccatori, la dignità del suo titolo.

Sei un peccatore? Ascolta il suo Figlio misericordioso che ti solleva dall’afflizione con le parole: «Ecco tua madre». Sei nel pianto? Hai perso un tenero figlio, un padre premuroso, una madre amorevole? Allora hai perso solo una parte di ciò che hai. Maria ha perso ogni cosa, perdendo Dio. A te, che sei nel pianto: «Ecco tua madre». In quei momenti di immenso dolore, quando sei oppresso dai tuoi peccati e spargi lacrime da un cuore ferito o spezzato; quando sei stufo di ciò che hai e affamato di ciò che non hai; quando la santità ti sembra un obiettivo remoto e il Cielo tanto lontano, allora, di’ a Maria: «Ricorda che Gesù ti ha detto, riguardo a me, debole come sono: “Donna ecco tuo figlio”».

(Fulton J. Sheen, da “Signore, insegnaci a pregare” edizioni Ares)

P.S. IL LIBRO È STATO APPENA PUBBLICATO

Per comprare il libro dal sito delle edizioni Ares, clicca qui: https://www.edizioniares.it/detail.asp?id_prod=916

Per la recensione di questa nuova antologia pubblicata dalle edizioni Ares clicca qui: https://amicidifultonsheen.wordpress.com/2021/05/21/un-nuovo-e-imperdibile-libro-di-fulton-sheen-signore-insegnaci-a-pregare/

NOI ABBIAMO SEMPRE BISOGNO DI MARIA PER TENERE INSIEME LE VERITÀ DELLA FEDE: “Cristo è il mediatore tra Dio e l’umanità; Maria è la mediatrice tra Cristo e noi”

Cristo è il mediatore tra Dio e l’umanità; Maria è la mediatrice tra Cristo e noi. (…)

Maria ha dato a nostro Signore la sua natura umana. Lui le chiese di dargli una vita umana, di dargli delle mani per benedire i fanciulli, dei piedi per andare in cerca della pecorella smarrita, degli occhi per piangere sugli amici morti, e un corpo per soffrire in modo da poterci fare rinascere nella libertà e nell’amore. Fu per mezzo di lei che Gesù divenne il Ponte tra il divino e l’umano. Se eliminiamo lei, allora o Dio non si fa uomo, o chi è nato da lei è uomo e non Dio. Senza di lei non avremmo più Nostro Signore!

Se abbiamo una cassettina nella quale conserviamo il nostro danaro, sappiamo che non dobbiamo perderne la chiave; non ci verrà mai in mente che la chiave sia il danaro, ma sappiamo che senza la chiave non possiamo prendere il nostro danaro. La nostra Madre Benedetta è come la chiave. Senza di lei non possiamo mai arrivare a Nostro Signore, perché Lui è venuto per mezzo suo. Maria non può esser paragonata a Lui, perché Maria è una creatura e Lui è un creatore. Ma se perdiamo lei, non possiamo arrivare a Lui: ecco perché stiamo tanto attenti a lei; senza di lei non potremmo mai comprendere come sia stato costruito quel Ponte tra il cielo e la terra.

Si potrebbe obiettare: “Mi basta nostro Signore, non ho alcun bisogno di lei”, ma Lui ha avuto bisogno di lei, indipendentemente dal bisogno che possiamo o non possiamo averne noi. E, quel che più conta, il Nostro Signore ci ha dato sua madre come madre nostra. In quel venerdì che gli uomini dicono santo, quando Lui era spiegato sulla Croce come il vessillo della salvezza, il suo sguardo si posò sulle due creature più preziose che aveva sulla terra: sua madre e il suo diletto discepolo Giovanni. La notte innanzi, durante l’ultima cena, aveva espresso le sue ultime volontà e fatto il suo testamento dandoci quello che nessun morente fu mai capace di dare, ossia se stesso nella Santissima Eucaristia. Sarebbe quindi rimasto con noi, come Lui stesso disse: “Tutti i giorni fino alla consumazione dei secoli”. Ora, nelle ombre dense del Calvario, Lui aggiunge un codicillo alle sue volontà. Là sotto la Croce “stava ritta” (non prostrata, nota il Vangelo) la madre sua. Come figlio, pensò alla madre; come Salvatore, pensò a noi. E ci diede Sua Madre: “Ecco tua madre”.

Maria “partorì il suo primogenito e lo depose in una mangiatoia”. Il suo primogenito. San Paolo lo chiama “il primogenito di tutte le creature”. Significa che lei avrebbe dovuto avere altri figli? Proprio così! Ma non secondo la carne, perché Gesù è il suo unico figlio. Maria avrebbe dovuto avere altri figli dallo spirito. Di questi, Giovanni è il primo, nato ai piedi della Croce, Pietro forse il secondo, Giacomo il terzo, e noi tutti milioni e milioni di figli. Maria partorì in letizia Cristo che ci ha redenti, e poi nel dolore noi, redenti da Cristo! Non per una semplice fantasia di linguaggio, non per una metafora, ma in virtù del battesimo noi siamo diventati figli di Maria e fratelli di nostro Signore Gesù Cristo. Come non respingiamo il concetto di Dio che ci dà suo padre, cosicché possiamo pregare: “Padre nostro”, così non ci ribelliamo nemmeno quando Lui ci dà la madre sua, per cui possiamo pregare: “madre nostra”. La caduta dell’uomo viene quindi annullata in virtù di un altro albero, la croce; Adamo viene annullato in virtù di un altro Adamo, Cristo; ed Eva in virtù dell’Eva novella, Maria.

“Nato dalla vergine Maria”, ecco un’affermazione vera non soltanto per Cristo, ma anche per ogni cristiano, sia pure in una maniera diversa. Ogni uomo nasce da una donna nella carne quale membro della stirpe di Adamo. Nasce anche dalla Donna nello spirito se fa parte della stirpe redenta di Cristo. Come Maria ha formato Gesù nel proprio corpo, così forma Lui nelle nostre anime. In questa sola Donna verginità e maternità si trovano riunite, come se Dio volesse mostrarci che entrambe le condizioni sono necessarie al mondo. Cose che in altre creature si trovano separate, in lei sono riunite. La madre è la protettrice della vergine, e la vergine è anche l’ispiratrice della maternità.

Non ci si può avvicinare alla statua d’una madre che regge un bambino, fare a pezzi la madre e pretendere di avere il bambino. Toccando lei, guasterete Lui. Tutte le altre religioni del mondo, eccettuato il cristianesimo, si perdono nel mito e nella leggenda. Cristo si staglia da tutti gli dèi del paganesimo perché è unito alla Donna e alla storia. “Nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato”. Coventry Patmore chiama giustamente Maria: “La nostra unica salvezza da un Cristo astratto”.

È più facile comprendere il mite e umile cuore di Cristo se si guarda alla madre sua. Questa tiene insieme tutte le grandi verità del cristianesimo, come un pezzo di legno regge un aquilone. I fanciulli avvolgono la cordicella dell’aquilone intorno a un pezzo di legno, poi mollano la cordicella in modo che l’aquilone si libri verso il cielo. Maria è come quel pezzo di legno. Intorno a lei avvolgiamo tutti i fili preziosi delle grandi verità della nostra fede, ad esempio l’Incarnazione, l’Eucarestia, la Chiesa. A differenza dell’aquilone, a noi non importa quanta distanza mettiamo tra noi e la terra: noi abbiamo sempre bisogno di Maria per tenere insieme le verità della fede. Se gettassimo via il pezzo di legno, non avremmo più l’aquilone; se gettassimo via Maria, non avremmo più nostro Signore. Lui si perderebbe nei cieli, come il nostro aquilone volato via, e ciò sarebbe davvero terribile, per noi che siamo sulla terra.

Maria non c’impedisce di onorare nostro Signore. Niente è più vile che dire che lei sottrae anime a Cristo. Sarebbe come dire che nostro Signore ha scelto una madre egoista, Lui che è l’amore personificato. Se Maria ci tenesse lontano da suo figlio, noi la rinnegheremmo! Ma non è abbastanza buona per noi peccatori, lei che è madre di Gesù?

Noi non avremmo mai avuto il nostro divino Signore se Lui non avesse scelto lei. Noi preghiamo il Padre: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Pur chiedendo a Dio il pane quotidiano, noi non lodiamo il contadino o il fornaio che aiutano a prepararlo. Né la madre che dà il pane al suo bambino esclude il dispensatore celeste. Se il giorno del giudizio nostro Signore non ci accuserà che di aver amato sua madre, allora saremo davvero felici!

E come il nostro amore non parte da Maria, così non si ferma a lei. Maria è la finestra attraverso la quale la nostra umanità intravede per la prima volta la divinità. O forse è piuttosto come uno specchio amplificatore, che intensifica il nostro amore per il figlio suo e rende più splendide e ardenti le nostre preghiere. Dio, che ha creato il sole, ha creato anche la luna. La luna non toglie nulla allo splendore del sole. La luna non sarebbe che un tizzone consumato, vagante nella immensità dello spazio, se non fosse per il sole. Dal sole appunto tutta la luce della luna è riflessa. La madre benedetta riflette il suo figlio divino; senza di Lui non sarebbe nulla. Con Lui, è la Madre degli Uomini. Nelle notti oscure noi siamo grati alla luna; quando la vediamo splendere, sappiamo che dev’esserci un sole. Così, nell’oscura notte di questo mondo, quando gli uomini volgono le spalle a colui che è la luce del mondo, noi ricorriamo a Maria perché guidi i loro passi mentre attendiamo il levar del sole.

(Fulton J. Sheen, da “Maria Primo Amore del Mondo” edizioni Fede e Cultura)

P.S. Se non avete questo libro di Fulton compratelo perchè è un capolavoro da leggere assolutamente!

NELL’ANNUNCIAZIONE, IL “FIAT” DI MARIA, CI INSEGNA LA SCORCIATOIA PER LA SANTITÀ. IL “FIAT” DI MARIA FU UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA CONTRO LE FORZE DEL MALE!

La maggior parte della nostra miseria e della nostra infelicità deriva dalla ribellione contro il nostro stato attuale, unita alle nostre false ambizioni. Diventiamo critici nei confronti di tutti coloro che sono al di sopra di noi, come se il mantello d’onore che un altro indossa ci fosse stato rubato dalle spalle.

Ognuno di noi deve lodare e amare Dio a modo suo. L’uccello loda Dio cantando, il fiore sbocciando, le nuvole con la loro pioggia, il sole con la sua luce, la luna con il suo riflesso, e ognuno di noi con la paziente rassegnazione alle croci e i doveri del suo stato di vita.

In cosa consiste la tua vita se non in due cose? I doveri attivi e le circostanze passive.

La prima è sotto il tuo controllo; fallo in nome di Dio. La seconda è fuori dal tuo controllo; sottomettiti a queste nel nome di Dio. Considera solo il presente; lascia il passato alla Giustizia di Dio, il futuro alla Sua Provvidenza. La perfezione della personalità non consiste nel conoscere il disegno di Dio, ma nel sottomettersi ad esso come si rivela nelle circostanze della tua vita.

C’è davvero una scorciatoia per la santità; quella che Maria ha scelto nell’Annunciazione, quella che Nostro Signore ha scelto nel Getsemani, quella che il buon ladrone ha scelto sulla Croce: l’abbandono alla Volontà Divina.

Se l’oro nelle viscere della terra non dicesse “fiat” al minatore e all’orafo, non diventerebbe mai il calice dell’altare. Se la matita non avesse detto “fiat” alla mano dello scrittore, non avremmo mai avuto la poesia; se la Madonna non avesse detto “fiat” all’angelo, non sarebbe mai diventata la Casa di Dio; se il Signore Gesù non avesse detto “fiat” alla Volontà del Padre nel Getsemani, non saremmo mai stati redenti; se il ladro non avesse detto “fiat” nel suo cuore, non sarebbe mai stato l’accompagnatore del Maestro in Paradiso. (…)

Facciamo sempre l’errore fatale di pensare che quello che conta è ciò che facciamo noi, quando in realtà, quello che importa davvero, è ciò che lasciamo che Dio faccia in noi.

Dio ha mandato l’Angelo a Maria, non per chiederle di fare qualcosa, ma per lasciare che qualcosa fosse fatto.

Poiché Dio è un artigiano migliore di te, più ti abbandoni a Lui e più sarai felice, più Lui potrà renderti felice. È bene essere un uomo che si è fatto da sé, ma è meglio essere un uomo fatto da Dio.

Avete la libertà solo per darla via. A chi darete la vostra? La darete agli umori del momento, al vostro egoismo, alle creature o a Dio?

Sapete che se date la vostra libertà a Dio, in Cielo, non avrete libertà di scelta perché, una volta che avrete la Perfezione, non vi sarà più nulla da scegliere? E poi, sarete perfettamente liberi perché sarete una cosa sola con Lui, il cui Cuore è la Libertà e l’Amore!”

L’Annunciazione è il Mistero della gioia della libertà. Il nostro libero arbitrio è l’unica cosa al mondo che è nostra. Dio può portarci via tutto il resto, la nostra salute, la ricchezza, il potere, ma Dio non ci costringerà mai ad amarLo o ad obbedirGli. Il fascino del “Sì” sta nella possibilità che si possa dire “No”. Maria ci ha insegnato a dire “Fiat” a Dio. “Sia fatto di me secondo la Tua Parola”. (…)

Ai piedi della Croce, Maria è stata testimone della conversione del buon ladrone, e la sua anima si è rallegrata che egli avesse accettato la Volontà di Dio. La seconda parola del suo Figlio Divino dalla Croce, promettendo il paradiso al ladro come ricompensa per quell’abbandono, le ricordava la sua seconda parola trentatre anni prima, quando l’angelo le era apparso e le aveva detto che sarebbe stata la Madre di Colui che ora stava morendo sulla Croce.

Nella sua prima parola, chiese come si sarebbe realizzato tutto questo, poiché non conosceva uomo. Ma quando l’angelo le disse che avrebbe concepito lo Spirito Santo, Maria rispose immediatamente: Fiat mihi secundum verbum tuum “Sia fatto di me secondo la tua parola” (Luca 1, 38).

Questo fu uno dei grandi “fiat” della storia. Il primo fu alla Creazione, quando Dio disse: Fiat lux, “Sia fatta la luce”; un altro fu nel Getsemani, quando il Salvatore, portando il calice della redenzione sulle Sue labbra, gridò: Fiat voluntas tua, “Sia fatta la tua volontà” (Matteo 26,42). Il terzo fu quello di Maria, pronunciato in un casolare nazareno, che si rivelò essere una dichiarazione di guerra contro l’impero del male: Fiat mihi secundum verbum tuum, “Sia fatto di me secondo la tua parola”.

(Fulton J. Sheen, da “Seven Words of Jesus and Mary”)

FULTON SHEEN E LA MADONNA DI LOURDES: “FAMMI SOFFRIRE PER CONVERTIRE UN’ANIMA” – “OGNI ANIMA HA IL SUO PREZZO”

Una storia di Sheen che ricorderò sempre è quella in cui stava dicendo messa alla grotta di Lourdes e chiese al Signore di farlo soffrire per convertire un’anima. Poco dopo la fine della messa, mentre stava tornando a piedi alla sua residenza, una giovane donna sui 20 anni lo ha seguito per tutta la strada.

Quando Sheen le chiese se lo stava seguendo, lei disse: “Sì, ma non so davvero perché”. Sheen ha risposto: “Devi essere il mio problema [per il quale aveva appena pregato]”.

Lei era olandese e faceva parte di un gruppo di 40 persone che si erano recate a Lourdes dall’Olanda, ma disse che era atea.

Sheen ha risposto: “Questa è una sciocchezza. Probabilmente eri cattolica”, al che lei rispose: “Sì”. Sheen le disse che sarebbe rimasto a Lourdes finché non l’avesse riportata alla Chiesa… e dopo circa 3 giorni, lo fece.

Per inciso, entrambi seppero che mentre questa giovane donna veniva riportata a Dio attraverso Sheen, il resto del suo gruppo di 40 persone andò sui Pirenei con un autobus…l’autobus cadde in un dirupo e morirono tutti. Lei era l’unica del suo gruppo rimasta viva.

Fu quando Sheen partì da Lourdes per Parigi che disse che iniziarono tutti i suoi problemi. È stato un viaggio in treno infernale che è durato 3 giorni, quello che sarebbe dovuto essere solo un viaggio di mezza giornata…quando finalmente arrivò, gli venne in mente la sua preghiera e disse: “Ogni anima ha il suo prezzo”.

Questo era il sacerdozio di Sheen e ciò che lo rendeva così potente nella conversione delle anime. Portava Maria e il suo amore sacrificale in ogni incontro che aveva con un potenziale convertito. La sua vita eroica era una vivida icona del messaggio di Maria al mondo a Lourdes e il motivo per cui Sheen ha un numero incalcolabile di amici in Cielo, a cui ha dato il suo amore e la sua vita per portarceli. E se vogliamo riportare l’America e il mondo a Dio, guardiamo al cammino che ci ha indicato Nostra Signora di Lourdes e al cammino percorso da Fulton Sheen: Purezza, Penitenza, Rosario e Guarigione.

(Testimonianza del Dr. Peter Howard)

Fonte in lingua inglese: https://www.google.com/amp/s/www.fultonsheen.institute/amp/fulton-sheen-and-lourdes

“MARIA, VUOI FARE DI ME UN UOMO?” L’ANNUNCIAZIONE E IL FIAT DI MARIA: IL MASSIMO ATTO DI LIBERTÀ CHE IL MONDO ABBIA MAI CONOSCIUTO!

Veniamo ora al massimo atto di libertà che il mondo abbia mai conosciuto e che costituì l’annullamento di quel libero atto compiuto in paradiso dal primo uomo quando scelse il non-Dio invece di Dio. Il momento in cui questa disgraziata scelta venne annullata, fu quando Dio nella sua misericordia volle rifare l’uomo e dargli un nuovo inizio in una nuova nascita di libertà sotto Dio. Dio avrebbe potuto creare un uomo perfetto per trarre l’umanità dalla polvere, come aveva fatto al principio. Avrebbe potuto far sì che l’uomo nuovo desse principio alla nuova umanità dal nulla, come Lui aveva fatto quando aveva creato il mondo. E avrebbe potuto farlo senza consultare l’umanità, ma sarebbe stata un’invasione del privilegio umano. Dio non voleva trarre un uomo fuori dal mondo della libertà senza il libero atto di un essere libero. Il modo come Dio agisce nei riguardi dell’uomo non è quello di un dittatore ma quello di un collaboratore. Dal momento che Dio voleva redimere l’umanità, voleva farlo con il consenso dell’uomo e non a dispetto di questi. Dio poteva distruggere il male a prezzo della libertà umana, ma sarebbe stato un pagar troppo caro la distruzione della tirannide sulla terra l’avere un dittatore in cielo. Prima di rifare l’umanità, Dio volle consultare l’umanità, in modo che la dignità umana non andasse distrutta; e la persona specifica che Dio consultò fu una Donna. Al principio dei tempi fu chiesto all’uomo di ratificare il dono; questa volta ciò fu chiesto a una Donna. Il mistero dell’Incarnazione non è altro che quello della richiesta che Dio fa a una donna di dargli liberamente una natura umana. In tutte quelle parole, per bocca dell’angelo, Dio disse: “Vuoi fare di me un uomo?”. E come dal primo Adamo venne la prima Eva, così ora, nella rinascita della dignità umana, il nuovo Adamo verrà dalla nuova Eva. E nel libero consenso di Maria abbiamo l’unica natura umana che sia mai nata in perfetta libertà. (…)

L’Angelo Gabriele, quale portavoce di Dio, le chiede se vuole liberamente dare una natura umana al Figlio di Dio, in modo che Lui possa essere anche il Figlio dell’uomo. A una creatura viene chiesto dal Creatore se vuole liberamente collaborare al piano di Dio per trarre l’umanità dal fango e fare in modo che sia totalmente rapita da Dio. Maria in un primo momento si turba, in quanto non sa come potrebbe dare sembianza umana a Dio dal momento che è ancora vergine. L’angelo chiarisce il problema dicendole che Dio stesso, per mezzo del suo Spirito, compirà in lei il miracolo. Ma dal nostro punto di vista sembra che ci sia un’altra difficoltà. Maria fu scelta da Dio per essere la madre sua e fu anche preparata per quell’onore mediante la preservazione dal primo peccato che aveva infettato tutta l’umanità. Dal momento che era stata così preparata, sarebbe stata libera di accettare o rifiutare, e la sua risposta sarebbe stata frutto soltanto del suo libero volere? La risposta è che la sua redenzione era già completata, ma lei non l’aveva ancora né accettata né ratificata. Si trattava, in un certo modo, di qualcosa di simile al nostro dilemma. Siamo battezzati da piccoli e i nostri corpi diventano templi di Dio perché l’anima è stata colmata delle virtù che Dio ha immesso in lei. Diventiamo non soltanto creature fatte da Dio, ma partecipi della natura divina. Tutto questo avviene nel battesimo prima che fiorisca la nostra libertà; la Chiesa si fa garante della nostra nascita spirituale, così come i genitori hanno fatto per la nostra nascita fisica. Più tardi però ratifichiamo i doni originali mediante i liberi atti della nostra vita morale, ricevendo i sacramenti, pregando, sacrificandoci. Così anche la redenzione di Maria venne completata, come lo fu il nostro Battesimo, ma lei non l’aveva ancora accettata, ratificata o confermata, prima di dare il suo consenso all’angelo.

Maria fu destinata da Dio ad avere una parte nel dramma della redenzione, come un bambino viene destinato dai suoi genitori fisici a percorrere una carriera musicale, ma ciò non si era attuato fino a quel momento. La Santissima Trinità non prende mai possesso di una creatura senza il consenso della sua volontà. Perciò, quando Maria ebbe udito il modo come ciò sarebbe avvenuto, pronunciò parole che sono il pegno più sicuro d’indipendenza e il massimo atto di libertà che il mondo abbia mai udito: “Si faccia di me secondo la tua parola”. E come nell’Eden si erano compiuti i primi sponsali di un uomo con una donna, così in lei si compirono i primi sponsali tra Dio e l’uomo, tra l’eternità e il tempo, tra l’onnipotenza e i limiti. In risposta alla domanda: “Vuoi darmi un corpo umano?”, la cerimonia nuziale dell’amore viene inondata di nuovi torrenti di libertà: “Lo voglio”. E il Verbo fu concepito in lei.

Dio rispetta la libertà umana rifiutandosi d’invadere l’umanità e di stabilire una testa di ponte nel tempo senza il libero consenso di una delle Sue creature. La libertà di coscienza è dunque presupposta: Maria, prima di poter proclamare suoi i doni di Dio, doveva ratificare questi doni con un atto di volontà al momento dell’Annunciazione. E c’è la libertà di un abbandono totale a Dio: la nostra libera volontà è l’unica cosa veramente nostra. Salute, benessere, potere sono tutte cose che Dio può toglierci. Ma la nostra libertà ce la lascia anche nell’inferno. La libertà, in quanto tutta nostra, è l’unico dono perfetto che possiamo fare a Dio. Eppure qui una creatura ha totalmente, ma liberamente, rinunciato alla propria volontà, sicché si potrebbe dire che non toccava alla volontà di Maria di fare la volontà del figlio suo, ma toccava alla volontà di Maria di perdersi nella volontà del figlio suo. Più tardi nella sua vita il Signore avrebbe detto: “Se il Figlio dell’uomo vi farà liberi, avrete la vera libertà”. Se è così, nessuno è mai stato più libero di colei che è la signora della libertà, la donna che cantò il Magnificat.

Ma c’è un’altra libertà rivelataci attraverso Maria. Nelle nozze umane c’è qualcosa di personale, ma anche qualcosa d’impersonale o di razziale. L’elemento personale e libero è l’amore, perché l’amore è sempre per una sola persona; perciò la gelosia è la custode della monogamia. L’elemento impersonale e automatico è il sesso, perché il suo campo di azione è in certo senso al di fuori del controllo dell’uomo. L’amore appartiene all’uomo; il sesso appartiene a Dio, perché gli effetti che ne derivano esulano dalla nostra determinazione. Quando una madre genera un bambino, compie liberamente quell’atto di amore il quale fa sì che lei e suo marito siano due in una carne sola. Ma anche qui c’è l’ignoto, l’elemento libero del loro amore, ossia il non sapere se un figlio nascerà dalla loro unione, se sarà un maschio o una femmina, e la data precisa della nascita; anche il momento del concepimento si perde in una qualche indefinita notte di amore. In tal modo noi siamo accettati dai nostri genitori, piuttosto che voluti da essi, poiché lo siamo solo indirettamente.

Ma con Maria ci fu perfetta libertà. Il suo figlio divino non venne accettato in una maniera imprevista e imprevedibile. Fu voluto. Il caso non ebbe alcuna parte in ciò; nulla fu impersonale, perché il figlio fu pienamente voluto nella mente e nel corpo. Come è vero tutto ciò? Il figlio fu voluto nella mente perché quando l’angelo spiegò il miracolo, Maria disse: “Si faccia di me secondo la tua parola”. Poi fu voluto nel corpo in quel determinato momento, non in una qualche oscura notte passata; la concezione avvenne perché nel pieno fulgore della luce del mattino il divino spirito d’amore incominciò a tessere il vestito di carne per il Verbo di Dio. Il tempo venne scelto deliberatamente; il consenso fu volontario; la collaborazione fisica fu libera. È stata in tutto il mondo la sola nascita pienamente voluta e, perciò, veramente libera. Ogni nascita partecipa della natura del regno vegetale in quanto il fiore ha le sue radici nella terra benché la corolla si apra verso il cielo. Così nella generazione il corpo proviene dai genitori che sono sulla terra; le anime vengono da Dio, che è in Cielo. In Maria l’unica cosa terrena presente era lei; tutto era cielo. L’altro amore che concepì dentro di lei fu lo Spirito Santo; la persona nata da lei fu il Verbo di Dio, l’unione della divinità e dell’umanità si compì con la misteriosa alchimia della Santissima Trinità. Soltanto lei era di terra, eppure anche lei sembrava più di cielo. Le altre madri si accorgono che una nuova vita pulsa dentro di esse dai battiti che sentono. Maria sentì che la vita divina pulsava dentro di lei, mentre l’anima sua era in comunione con un angelo. Le altre madri si accorgono della loro maternità da mutamenti fisici; Maria lo seppe dal messaggio di un angelo e dall’adombramento dello Spirito Santo. Nulla che venga dal corpo è libero al pari di ciò che viene dalla mente: ci sono madri che desiderano bambini, ma devono attendere lo svolgersi di processi dipendenti dalle leggi della natura. Solo in Maria un bimbo non aspettò la natura, ma la di lei accettazione della volontà divina. Tutto ciò che ella ebbe a dire fu: “Fiat”, e concepì. Ecco ciò che avrebbe potuto essere qualsiasi nascita senza il peccato, un fatto di volontà umane che si unissero col volere divino e, attraverso l’unione dei corpi, partecipassero alla creazione di una nuova vita secondo gli usuali processi della generazione umana. La nascita verginale è perciò sinonimo di nascita in libertà.

(Fulton J. Sheen, da “Maria Primo Amore del Mondo” edizioni Fede e Cultura)

MARIA, TU SEI LA SIGNORA DELLA LIBERTÀ…INSEGNACI A DIRE IL NOSTRO SÌ A GESÙ!

Maria! Noi, povere creature della terra, inciampiamo nelle nostre libertà, andiamo a tastoni nelle nostre scelte. Milioni di noi desiderano rinunciare alla propria libertà, alcuni ripudiandola per il fardello della propria colpa, alcuni sacrificandola agli umori e agli usi di questo tempo e altri perché inghiottiti dal comunismo, dove c’è una sola volontà, quella del dittatore, e un solo amore che è odio e rivoluzione!

Noi oggi parliamo tanto di libertà, Maria, perché la stiamo perdendo, proprio come parliamo tanto di salute quando siamo malati. Tu sei la signora della libertà perché hai annullato la falsa libertà che rende gli uomini schiavi delle loro passioni, pronunciando quella parola che Dio Stesso disse quando creò la luce e che fu ripetuta quando il Figlio Suo redense il mondo: “Fiat!”, ovvero “Si faccia di me secondo la volontà di Dio”.

Come il “no” di Eva prova che la creatura fu fatta dall’amore e che perciò è libera, così il tuo Fiat prova che la creatura fu fatta per l’amore. Insegnaci, dunque, che non c’è altra libertà se non quella di fare, per amore, ciò che tu hai fatto al momento dell’Annunciazione, ossia dire di sì alle domande di Gesù.

(Fulton J. Sheen, da “Maria Primo Amore del Mondo”)

Non potrei mai capire perché ai nostri giorni si dovrebbero muovere obiezioni all’Immacolata Concezione: tutti i pagani moderni credono di essere stati concepiti senza macchia!

Non dobbiamo sorprenderci se di Maria si dice che fu pensata da Dio prima che il mondo fosse fatto. Quando il pittore Whistler dipinse il ritratto di sua madre non ne aveva forse l’immagine nella mente ancora prima di aver radunato i colori sulla tavolozza?

Se vi fosse stato possibile di prevedere vostra madre (non artisticamente, ma realmente), non l’avreste fatta come la donna più perfetta che mai fosse vissuta, così bella da essere la dolce invidia di tutte le donne, e così virtuosa e misericordiosa che tutte le altre madri avrebbero desiderato di imitarne le virtù? Perché dobbiamo allora pensare che Dio abbia fatto diversamente?

Quando Whistler fu complimentato per il ritratto di sua madre, disse: “Sapete bene come succede: si cerca di far la propria mamma più meravigliosa che si può”.

Quando Dio si incarnò in un uomo, credo che anche Lui abbia voluto fare la madre Sua più meravigliosa che poté, e questo fece di lei una madre perfetta. Dio non fa mai nulla senza una meticolosa preparazione. (…)

Non potrei mai capire perché ai nostri giorni si dovrebbero muovere obiezioni all’Immacolata Concezione: tutti i pagani moderni credono di essere stati concepiti senza macchia. Se non esiste il peccato originale, allora tutti sono concepiti senza macchia. Perché dovrebbero rifiutarsi di concedere a Maria ciò che concedono a loro stessi? La dottrina del peccato originale e l’Immacolata Concezione si escludono a vicenda. Se solo Maria è l’Immacolata Concezione, allora tutti noi dobbiamo avere il peccato originale.

L’Immacolata Concezione non implica che Maria non avesse bisogno della redenzione. Ne aveva bisogno come voi e come me. Fu redenta in precedenza, preventivamente, tanto nel corpo quanto nell’anima, non appena concepita. Noi riceviamo nella nostra anima i frutti della redenzione al momento del battesimo. Tutto il genere umano ha bisogno della redenzione, ma Maria non seguì la sorte di quella umanità peccatrice e ne fu separata in virtù dei meriti della crocifissione di Nostro Signore, offerti a lei nel momento della sua concezione. Se la esentiamo dal bisogno della redenzione, dovremmo anche esentarla dall’appartenenza all’umanità.

L’Immacolata Concezione perciò non implica in alcun modo che Maria non abbia avuto bisogno della redenzione: lo ebbe! Maria è il primo effetto della redenzione, nel senso che questa venne applicata a lei nel momento della sua concezione e a noi in maniera diversa e minore soltanto dopo la nostra nascita. Maria ebbe questo privilegio non per se stessa, ma per Lui.

(Fulton J. Sheen, da “Maria Primo Amore del Mondo”)

MARIA IMMACOLATA È IL PARADISO DELL’INCARNAZIONE

Prima di fare l’uomo, Dio formò l’Eden, un giardino di delizie bello come solo Egli sa farlo. In quel Paradiso della Creazione si celebrarono le prime nozze dell’uomo e della donna. Ma l’uomo non volle altre benedizioni che quelle corrispondenti alla sua più bassa natura. Non soltanto perdette la sua Felicità, ma ferì persino la sua stessa mente e volontà. Allora Dio progettò la ricreazione o redenzione dell’uomo.

Ma prima, volle fare un altro Giardino. Questo nuovo Giardino non sarebbe stato di terra, ma di carne; sarebbe stato un Giardino sul cui ingresso non sarebbe mai stata scritta la parola “peccato”, un Giardino in cui non sarebbero cresciute le erbacce della ribellione per soffocare i fiori della Grazia; un Giardino dal quale sarebbero sgorgati i quattro fiumi della Redenzione per i quattro angoli della terra, un Giardino così Puro che il Padre Celeste non si sarebbe vergognato di mandarvi il Figlio Suo, e questo “Paradiso recinto di carne che doveva essere coltivato da Cristo, il Nuovo Adamo” era Maria, la Nostra Madre Benedetta.

Come l’Eden fu il Paradiso della Creazione così Maria è il Paradiso dell’Incarnazione. In Lei come in un Giardino vennero celebrate le prime nozze tra Dio e l’uomo.

Quanto più ci si avvicina al fuoco, tanto più se ne sente il calore: quanto più ci si avvicina a Dio, tanto maggiore è la purezza. Ma siccome nessuno fu più vicino a Dio della Donna i cui portali umani Egli valicò per venire su questa terra, nessuno poteva essere più puro di Maria. Questa sua Speciale Purezza la chiamiamo “Immacolata Concezione”.

(Fulton J. Sheen, da “Maria Primo Amore del Mondo”)

SE GESÙ È DIO ALLORA DOBBIAMO CREDERE ALL’IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA

Non potrei mai capire perché ai nostri giorni si dovrebbero muovere obiezioni all’Immacolata Concezione: tutti i pagani moderni credono di essere stati concepiti senza macchia. Se non esiste il peccato originale, allora tutti sono concepiti senza macchia. Perché dovrebbero rifiutarsi di concedere a Maria ciò che concedono a loro stessi? La dottrina del peccato originale e l’Immacolata Concezione si escludono a vicenda. Se solo Maria è l’Immacolata Concezione, allora tutti noi dobbiamo avere il peccato originale.

L’Immacolata Concezione non implica che Maria non avesse bisogno della redenzione. Ne aveva bisogno come voi e come me. Fu redenta in precedenza, preventivamente, tanto nel corpo quanto nell’anima, non appena concepita. Noi riceviamo nella nostra anima i frutti della redenzione al momento del battesimo. Tutto il genere umano ha bisogno della redenzione, ma Maria non seguì la sorte di quella umanità peccatrice e ne fu separata in virtù dei meriti della crocifissione di Nostro Signore, offerti a lei nel momento della sua concezione. Se la esentiamo dal bisogno della redenzione, dovremmo anche esentarla dall’appartenenza all’umanità. L’Immacolata Concezione perciò non implica in alcun modo che Maria non abbia avuto bisogno della redenzione: lo ebbe! Maria è il primo effetto della redenzione, nel senso che questa venne applicata a lei nel momento della sua concezione e a noi in maniera diversa e minore soltanto dopo la nostra nascita.

Maria ebbe il privilegio dell’Immacolata Concezione non per se stessa, ma per Lui. Ecco perché quelli che non credono nella divinità di Cristo possono non trovare alcuna ragione dello speciale privilegio concesso a Maria. Se non credessi, Dio me ne guardi, nella divinità di Gesù Nostro Signore, qualsiasi speciale forma di reverenza tributata a Maria al di sopra delle altre donne della terra mi parrebbe nonsenso! Ma se Maria è la madre di Dio fatto uomo, allora è unica, e spicca come la nuova Eva dell’umanità, così come Lui è il nuovo Adamo.

Doveva esserci una creatura come Maria, altrimenti Dio non avrebbe trovato nessuno in cui assumere adeguatamente la sua origine umana. Un uomo politico onesto che persegua delle riforme civiche cerca dei collaboratori onesti. Il figlio di Dio, iniziando una nuova creazione, andò cercando un po’ di quella bontà che esisteva prima che si commettesse il peccato. Ci sarebbe stato, in qualche mente, un dubbio sulla potenza di Dio se Lui non avesse mostrato un favore speciale per la donna che doveva essere Sua madre. Certo, quel che Dio aveva dato a Eva non lo avrebbe rifiutato alla Propria madre.

Supponiamo che Dio nel rifare l’uomo non avesse rifatto anche la donna, in una nuova Eva…che coro di proteste si sarebbe levato! Il cristianesimo sarebbe stato denunciato come una religione di soli uomini. Le donne avrebbero cercato allora una religione femminile! Se ne sarebbe poi arguito che la donna era sempre la schiava dell’uomo e che anche Dio intendeva che fosse così, dal momento che Lui si rifiutava di fare la nuova Eva, così come aveva fatto il nuovo Adamo.

Se non ci fosse stata l’Immacolata Concezione, si sarebbe detto che Cristo era meno bello, perché avrebbe preso il suo corpo da una persona non umanamente perfetta! Bisognava che ci fosse una distanza infinita tra Dio e il peccato, ma non ci sarebbe stata se non fosse esistita una Donna capace di schiacciare il capo del serpente.

Se foste un artista, permettereste che vi si imbrattasse la tela sulla quale vi preparate a dipingere? Perché allora Dio avrebbe dovuto agire diversamente quando si preparava a unire a sé una natura umana in tutto simile alla nostra salvo che nel peccato? Ma poiché ha innalzato una Donna preservandola dal peccato, e poiché lei ha liberamente ratificato quel dono nel momento dell’annunciazione, Dio ha dato speranza a questa nostra umanità travagliata, nevrotica e fiacca.

Oh sì! Lui è il nostro modello, ma è anche la Persona di Dio! Bisognava che ci fosse, sul piano umano, qualcuno che potesse dare delle speranze umane, qualcuno che potesse portarci a Cristo, qualcuno che potesse fare da intermediario tra noi e Cristo così come Lui fa da intermediario tra noi e il Padre. Si guarda a Maria e ci si accorge che chi è buono può diventare migliore; la si prega e ci si accorge che, siccome lei è senza peccato, noi possiamo diventare meno peccatori.

(Fulton J. Sheen, da “Maria Primo Amore del Mondo”)

MARIA È IL PRIMO AMORE DEL MONDO: LA VERGINE MARIA È COLEI CHE OGNI UOMO AMA E CIÒ CHE OGNI DONNA VORREBBE ESSERE.

In tutta l’umanità c’è una sola persona della quale Dio ha un unico aspetto, e nella quale c’è una conformità perfetta tra ciò che Lui ha desiderato che lei fosse e ciò che lei è, e questa persona è la Madre sua. I più di noi sono un segno di sottrazione, nel senso che non realizziamo le eccelse speranze che il Padre nutre per noi. Ma Maria è un segno di eguaglianza. L’ideale che Dio ha di lei, tale lei è, persino nella carne. Modello e copia sono perfetti; lei è precisamente com’è stata prevista, progettata e sognata. La melodia della sua vita è eseguita proprio come fu scritta. Maria fu pensata, concepita e progettata come il segno di eguaglianza tra ideale e storia, tra pensiero e realtà, tra speranza e realizzazione. Ecco perché, attraverso i secoli, la liturgia cristiana ha applicato a lei le parole del Libro dei Proverbi (Pr 8,22-35).

Poiché Maria è ciò che Dio desiderava che noi tutti fossimo, lei parla di se stessa come dell’immagine eterna nella mente di Dio, la sola che Dio amava prima che fosse una creatura. Viene raffigurata persino come se fosse stata con Lui non solo nel momento della creazione, ma anche prima. Maria esisteva nella mente divina come un pensiero eterno prima che vi fosse madre alcuna. Maria è la Madre delle madri: lei è il primo Amore del mondo. (….)

Abbiamo detto che ognuno reca nel proprio cuore un’immagine del proprio amore ideale. Il migliore degli amori umani, per quanto profondo possa essere, deve finire, e non c’è nulla di perfetto che finisca. Se c’è qualcuno di cui si può dire: “Questo è l’ultimo abbraccio”, allora non c’è amore perfetto. Perciò qualcuno, ignorando il divino, tenterà di gustare una molteplicità di amori per supplire all’amore ideale; ma ciò è come dire che per rendere un capolavoro musicale ci si debba servire di una dozzina di violini diversi.

Ogni uomo che corteggia una ragazza, ogni ragazza che desidera essere corteggiata, ogni legame di amicizia nell’universo, cerca un amore che non è il di lui o il di lei amore, ma qualcosa che sommerge tanto lui che lei e che si chiama il “nostro amore”. Ciascuno di noi è innamorato di un amore ideale, un amore talmente lontano dal sesso che questo viene trascurato. Noi tutti amiamo qualcosa più di quanto amiamo. Quando questa sovrabbondanza viene a cessare, l’amore si ferma. Dice bene il poeta: “Non potrei, cara, amarti tanto se non amassi ancora di più l’onore”.

Quell’amore ideale che scorgiamo di là da ogni amore per le creature, e a cui ci volgiamo istintivamente quando viene meno l’amore carnale, è lo stesso ideale che Dio aveva nel suo cuore dall’eternità, la donna che Lui chiama “Madre”.

Maria è colei che ogni uomo ama quando ama una donna, lo sappia o non lo sappia. Lei è ciò che ogni donna desidera essere quando esamina se stessa. Lei è la donna che ogni uomo sposa idealmente quando prende una donna in sposa; lei è nascosta come un ideale nel disagio che prova ogni donna di fronte all’aggressività carnale dell’uomo; lei è il segreto desiderio che ogni donna ha di essere onorata e protetta; lei è il modo in cui ogni donna esige rispetto e amore per la fulgida bellezza del suo corpo e della sua anima.

E questa immagine di amore, che Dio ha amata ancor prima di creare il mondo, questa donna sognata ancor prima che esistessero le donne, è l’unica della quale ogni cuore può dire nelle sue profondità segrete: “È la Donna che amo!”.

(Fulton J. Sheen, da “Maria Primo Amore del Mondo”)

DEDICATO ALLA DONNA CHE AMO:

La Donna che perfino Dio ha sognata prima che fosse fatto il mondo;
La Donna dalla quale sono nato a prezzo di dolore e di travaglio a una Croce;
La Donna che, pur non essendo sacerdote, poté nondimeno sussurrare sul Colle del Calvario “Questo è il mio Corpo; Questo è il mio Sangue” Perché nessun altro che lei Gli aveva dato vita umana.
La Donna che guida la mia penna mancante di parole nel dire della Parola.
La Donna che, in un mondo di Rossi, fa apparire l’azzurro della speranza.
Accetta questi appassiti grappoli di pensieri da questo povero autore che non ha vino;
e con la magia di Cana e il potere del Figlio tuo compi un miracolo e salva un’anima senza dimenticare la mia.

(Fulton J. Sheen, dedica a “Maria Primo Amore del Mondo” edizioni Fede e Cultura)

P.s. Tutti i libri scritti da Fulton Sheen, circa 70, sono stati dedicati alla Madonna. Si consiglia la lettura di questo capolavoro.