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PROFEZIE DI FULTON SHEEN SUI NOSTRI TEMPI: “L’Anticristo immagina il nuovo Stato socialista in cui lui e i suoi seguaci organizzeranno ogni cosa…Il prossimo conflitto avverrà tra Religione di Dio e Religione di Stato, tra Cristo e Anticristo” LA PASSIONE DELLA CHIESA SARÀ SOTTO IL POTERE DELLO STATO TOTALITARIO

“Il prossimo conflitto avverrà tra Religione di Dio e Religione di Stato, tra Cristo e Anticristo: quest’ultimo travestito da capo politico”

Mai prima d’ora nella storia umana il potere spirituale è stato così indifeso contro il potere politico; mai prima d’ora il potere politico ha usurpato in tanta misura il potere spirituale. Fu Gesù Cristo a patire sotto Ponzio Pilato; non fu Ponzio Pilato a patire sotto Gesù Cristo. Oggi, il vero pericolo non è la religione nella politica, ma la politica nella religione.

Per la prima volta nella storia del Cristianesimo, la politica, che iniziò con il dividersi dalla morale e dalla religione, ha capito che l’uomo non può vivere di solo pane, così ha tentato di catturare l’anima, attraverso ciascuna delle parole uscite dalla bocca di un Dittatore.

Per la prima volta nella civiltà occidentale Cristiana il regno dell’Anticristo ha acquistato forma politica e sostanza sociale, sovrastando e combattendo il Cristianesimo nella propria essenza di Anti-chiesa: con i propri dogmi, le proprie scritture, la propria infallibilità, la propria gerarchia, il proprio capo visibile, i propri missionari, e il proprio capo invisibile, troppo terribile perché se ne pronunci il nome.

Ai nostri giorni, in certe nazioni la religione esiste soltanto in quanto tollerata da un dittatore politico. Senza perseguitare attivamente la Chiesa, ne usurpa le funzioni, concede le tessere del pane solo a quelli che cospirano contro la religione, tenta di creare un’uniformità ideologica sopprimendo chiunque si opponga a questa ideologia, e, con il solo peso della propaganda di Stato, intende effettuare l’organizzazione sociale delle masse su una base meramente secolare e anti-religiosa.

L’istruzione, oggigiorno, si va politicizzando. Lo Stato moderno estende il proprio dominio su zone estranee alla propria giurisdizione: sulla famiglia, sull’educazione, sull’anima. Specialmente pericolosa diventa la concentrazione dell’opinione pubblica in un numero sempre più ristretto di persone, data la meccanicità con cui si può disseminare la propaganda. I contorni acquistano una crudezza particolare.

Il prossimo conflitto avverrà tra Religione di Dio e Religione di Stato, tra Cristo e Anticristo: quest’ultimo travestito da capo politico.

(Fulton J. Sheen, da “Characters of the passion” 1947)

LA PASSIONE DELLA CHIESA SARÀ SOTTO IL POTERE DELLO STATO TOTALITARIO COME QUELLA DI CRISTO FU SOTTO PONZIO PILATO

Nella preghiera del “Credo” c’è qualcosa di profetico nella breve descrizione della morte di Nostro Signore. Nessun altro nome è menzionato, tranne quello di un solo giudice: Giuda, Anna e Caifa non sono menzionati. Rapido è il passo della Vita terrena di Nostro Signore, ma un unico particolare significativo rimane a mente: “Patì sotto Ponzio Pilato”. Il che non sta solo ad attestare un fatto storico, ma anche a significare la profezia di ciò che, alcune volte, accadrà a Cristo nel Suo Corpo Mistico: in altre parole, la Sua Chiesa, nei giorni bui della storia, decrescerà fino a subire la persecuzione e a morire di una morte apparentemente definitiva, patendo sotto Ponzio Pilato, ossia sotto il potere di uno Stato “onnipotente”.

Può darsi che la religione non riesca ad opporsi allo Stato-religione, perché lo Stato moderno è armato e la Chiesa no. Può darsi perfino che la religione venga sballottata tra un giudice antico che crede sia bene che muoia un uomo solo piuttosto che perisca l’intera nazione, e un giudice moderno che ritiene sia bene che muoia tutto il popolo per un uomo solo: un dittatore. Può darsi che dalle labbra dei moderni Pilati senta le parole del Potere: “Non sai tu che ho il potere di crocifiggerti e di liberarti?”. Ma essi sentiranno sempre la dolce Voce di Cristo: “Tu non avresti nessun potere su di Me se non ti fosse dato dall’alto”.

Anche se Cristo non ci liberasse dal potere dello Stato Totalitario, così come non liberò Se Stesso, dovremmo vedere in tutto questo la Sua deliberata Volontà. Può darsi che i Suoi figli vengano perseguitati dal mondo dove da esso appunto possano allontanarsi; può darsi che i Suoi nemici più accaniti stiano, inconsciamente, lavorando per Lui, in quanto potrebbe essere compito precipuo del totalitarismo il presiedere alla soppressione di un mondo moderno divenuto indifferente nei confronti di Dio e delle Sue leggi morali. Può darsi che lo stesso secolarismo di cui soffriamo sia una reazione contro la nostra infermità spirituale.

Può darsi che lo sviluppo dell’ateismo e del totalitarismo costituisca la misura della nostra mancanza di zelo e di pietà, la prova della nostra inadempienza dei doveri cristiani. Può darsi che, come le malattie si sviluppano laddove esistono condizioni di sporcizia, così il “fascismo rosso” si sviluppi nell’empietà, e che fin quando non recheremo le Stigmate di Cristo non saremo liberati nella Sua Vittoria. Può darsi che questo stato di cose sia stato reso possibile dal fatto che abbiamo smarrito gli ideali soprannaturali e consentito al declino della famiglia, dalla nostra mancanza di rispetto per il prossimo e dal nostro crescente egoismo.

Ma quale che sia la ragione di questi giorni di prova, d’una cosa possiamo essere certi e cioè che: il Cristo che patì sotto Ponzio Pilato firmò la sentenza di morte di Pilato, non fu Pilato a firmare la sentenza di morte di Cristo.

La Chiesa di Cristo sarà attaccata, schernita, messa in ridicolo, ma non sarà mai distrutta!

I nemici di Dio non riusciranno mai a detronizzare Dio dai Cieli, né a svuotare i Tabernacoli del loro Eucaristico Signore, né a sopprimere le Mani assolutrici, ma può darsi che riescano a devastare la terra.

La cruda realtà che i nemici di Dio devono guardare in faccia è che la civiltà moderna ha conquistato il mondo, ma, così facendo, ne ha perduto l’anima; e appunto perché ne ha perduto l’anima, perderà quel mondo stesso che ha conquistato. Come si offusca la religione, così si offusca la libertà, perché solo dov’è lo Spirito di Dio vi è libertà.

(Fulton J. Sheen, da “Characters of the passion” 1947)

“È sotto la maschera e il travestimento di un progresso che nega il peccato e la colpa che l’Anticristo sfila oggi nel mondo, siede nelle nostre aule, scrive sulle nostre riviste”

C’è qualcosa di marcio nel mondo; e quel marcio è così radicale e universale che non si spiega con le cose, ma con uno spirito: lo spirito del male. È la nostra cecità a non vedere che c’è il male, perché ne abbiamo negato l’esistenza. Un uomo senza occhi può essere convinto che la notte è giorno e il giorno è notte.

Così anche il mondo moderno, che ha perso sia gli occhi della fede che quelli della ragione, può essere indotto a credere che lo spirito dell’anticristo non sia qui, perché ha dimenticato Cristo, chi lo convincerà che c’è un Anticristo? (…)

Gli uomini pensano che il male debba venire sotto le sembianze di un germe, o di una bomba, o di un’incidente, o di un’esplosione, o di un disastro ferroviario, o di un fallimento bancario, dimenticando che il più grande male può venire all’uomo sotto le mentite spoglie dei pensieri e delle idee umane.

È sotto la maschera e il travestimento di un progresso che nega il peccato e la colpa che l’Anticristo sfila oggi nel mondo, siede nelle nostre aule, scrive sulle nostre riviste, si pavoneggia sui nostri palcoscenici, promettendo di redimere l’uomo quando avrà abbandonato la Croce e la penitenza.

(Fulton J. Sheen, da “For God and Country”, 1941)

“L’Anticristo immagina il nuovo Stato socialista in cui lui e i suoi seguaci organizzeranno ogni cosa”

Oggi le anime si vendono per quel pane che chiamano sicurezza; si vendono per quel potere che oggi si chiama Scienza e Progresso, mentre altri, in più di un quinto della superficie mondiale, hanno barattato la loro libertà per dittatori e tiranni.

Aveva ragione Dostoievskij, quel grande scrittore russo del secolo scorso, quando in un grande lampo di genio avvertì che la negazione del peccato e dell’inferno nell’educazione e nella religione sarebbe finita in un socialismo mondiale dove gli uomini avrebbero rinunciato alla libertà per una falsa sicurezza.

Egli immaginò l’Anticristo che ritornava nel mondo e parlava così a Cristo: “Tu sai che le epoche passeranno, e l’umanità proclamerà dalle labbra dei suoi saggi che non c’è crimine, e quindi nessun peccato; c’è solo la fame? E gli uomini verranno strisciando ai nostri piedi, dicendoci: ‘Dateci il pane! Prendetevi la nostra libertà’ “.

Mi chiedo se quei giorni non siano già arrivati; al posto degli uomini liberi, l’Anticristo immagina il nuovo Stato socialista in cui lui e i suoi seguaci organizzeranno ogni cosa dopo aver convinto la gente che non c’è peccato – c’è solo la fame.

Negando la responsabilità a Dio, gli uomini hanno ceduto la loro libertà a Satana.

(Fulton J. Sheen, da “Freedom In Danger, 1943”)

GLI AVVOLTOI DEL COMUNISMO SONO GLI SPAZZINI DELLA STORIA MODERNA

Gli avvoltoi del comunismo stanno scendendo sull’Occidente perché la decadenza e la morte sono già scesi nel mondo occidentale a causa del crollo della famiglia e della moralità pubblica. Il comunismo è lo spazzino della storia moderna.

Se il nostro mondo moderno ha permesso una tale decadenza, nella nostra vita pubblica e privata, è necessario che arrivino gli spazzini. Gli avvoltoi sono necessari per la salute del mondo: le carcasse non consumate causerebbero inquinamento. Un mondo senza spazzini sarebbe come un sepolcro puzzolente.

O noi ripuliremo la corruzione e la pestilenza morale, o gli avvoltoi verranno con un martello su un’ala e una falce sull’altra: il martello per abbattere le nostre croci, la falce per tagliare la vita umana come il grano nella persecuzione di coloro che vogliono fare il Pane della Vita.

Ciò che è grave è l’apatia e la tiepidezza riguardo ai nostri tempi critici. Ora è il momento di scuotersi di dosso il letargo fatale.

Tutte le brave donne e gli uomini che si occupano dei destini del mondo devono rendersi conto che il mondo intero deve essere ricostruito dalle fondamenta, e che il modo migliore per farlo è iniziare da noi stessi.

(Fulton J. Sheen, da “The Perils of The Times, luglio 1952”)

Il mondo occidentale deve capire che il totalitarismo non può essere superato dal socialismo, dal capitalismo “laissez-faire”, dall’individualismo o da qualsiasi combinazione di questi, perché ciò che è andato storto non sono i mezzi per vivere, ma i fini. Il caos economico e politico del mondo moderno può essere superato solo da un concetto non politico, non economico, non Marxiano, non Freudiano, dell’uomo e della società.

Questo non significa che la politica e l’economia non abbiano valore; lo hanno. Ma significa che hanno un valore secondario perché, se non conosciamo la natura della creatura per la quale la politica e l’economia esistono, è inutile immischiarsi in esse come lo è ingannare un “forno fusorio” se non ne conosciamo lo scopo.

A meno che non ripristiniamo il concetto Cristiano di uomo, e quindi costruiamo un ordine umano piuttosto che economico, saremo costretti a un Totalitarismo nell’ora in cui stiamo facendo del nostro meglio per combatterlo.

(Fulton J. Sheen, da “Philosophies at War, 1943”)

“Dio potrebbe salvarci dal nostro caos e dalla nostra schiavitù con la forza, ma ciò sarebbe la distruzione della libertà”

Non c’è modo di fermare questo tradimento della libertà se non attraverso la predicazione Cristiana dello scopo e del fine dell’uomo; vale a dire, lo svolgimento e sviluppo sociale, economico, e politico della sua personalità in questo mondo e la sua fioritura spirituale nel prossimo.

Dio potrebbe salvarci dal nostro caos e dalla nostra schiavitù con la forza, ma ciò sarebbe la distruzione della libertà. Dio attende la risposta libera e non forzata dell’uomo alla sua chiamata. Ecco perché il Suo ultimo addio al mondo è stato dall’impotenza della croce dove solo i Suoi occhi potevano richiamarci al dolce scopo della vita. Ha sopportato persino i più grandi malfattori per amore della libertà.

Tale libertà non è una libertà indifferente verso la verità, né tollerante verso la falsità, ma è una libertà che crede nella verità ed è così sacra da valere una morte in croce.

(Fulton J. Sheen, da “Freedom Under God” 1940)

È semplicemente impossibile avere milioni di uomini nel mondo che vivono secondo i loro princìpi pagani, e non produrre il moderno mondo caotico in cui viviamo. Questa idea di un “Paradiso quaggiù” è il modo più sicuro per creare un inferno sulla terra. L’universo diventa così una molteplicità di piccole divinità egocentriche; lo stemma di ciascuna è una grande lettera “I”, e quando parlano le loro “I” si avvicinano sempre di più.

Alla luce della precedente spiegazione dell’uomo, la scelta davanti al mondo è questa: Costruiremo un Nuovo Ordine sul presupposto totalitario che l’uomo è uno strumento dello Stato? O manterremo il Vecchio Ordine della cultura laicista degli ultimi duecento anni, secondo cui l’uomo è solo un animale economico? O costruiremo un Nuovo Ordine sul presupposto Cristiano, che l’uomo è una creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio e quindi uno per il quale l’economia, la politica e la società esistono come mezzo per un destino eterno al di là della prospettiva storica dei pianeti, dello spazio e del tempo?

(Fulton J. Sheen, da “Philosophies at War” 1943)

Il liberalismo non è stato la nascita della libertà; la dittatura non è la sua scoperta. La libertà aveva le sue radici nella natura spirituale dell’uomo prima che esistesse un liberale, un democratico, un fascista, un fascista sovietico o un comunista. La libertà non è nata da nessuna organizzazione sociale, da nessuna costituzione, da nessun partito, ma dall’anima dell’uomo… È ora che i liberali e i dittatori smettano di parlare di dare la libertà all’uomo, e si rendano conto che l’uomo dà loro la libertà. Allora l’uomo, a sua volta, si renda conto che le radici della sua libertà sono nel suo scopo di creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio.

(Fulton J. Sheen, da “Freedom Under God” 1940)

Il nuovo ateismo non è come il vecchio ateismo teorico, che si vantava di essere composto intellettualmente da un po’ di scienza, antropologia e religione comparata. Il nuovo ateismo non è dell’intelletto, ma della volontà; è un atto di rifiuto libero e desideroso della moralità e delle sue esigenze. Inizia con l’affermazione di sé e la negazione della legge morale.

(Fulton J. Sheen)

L’educazione forma solo metà dell’uomo, sviluppando il suo intelletto, ma non la sua volontà; la sua mente, ma non il suo carattere; gli dà la conoscenza dei fatti, ma non gli dà alcuno scopo o destino… Quando la Verità Divina viene negata, non c’è nessun fondamento finale della verità se non il potere, che ha già reso schiavo un terzo del mondo.

(Fulton J. Sheen, Moral Responsibility Decays. Feb, 18, 1979.)

Se distruggiamo le radici morali della libertà non possiamo aspettarci di conservare i frutti della libertà. La libertà è responsabilità, non licenza. La libertà separata dalla responsabilità morale – cioè la libertà separata da Dio – è anarchia. La libertà di religione morirà se ci sottraiamo alle nostre responsabilità o ai nostri doveri verso Dio. La libertà di parola morirà se ci sottraiamo alla nostra responsabilità verso la verità. La libertà dal bisogno svanirà se ci sottraiamo alla nostra responsabilità verso il nostro prossimo. La libertà dalla paura svanirà se ci sottraiamo alla nostra responsabilità di amare coloro che sono in difficoltà… La libertà non è un cimelio che appartiene originariamente ai Padri Fondatori del nostro Paese, e che da allora ci è stato tramandato di generazione in generazione. La libertà è piuttosto una dono come la vita, che si conserva resistendo di volta in volta alle sfide della malattia e della morte. La libertà è nostra solo per essere donata. Noi vogliamo la libertà per poter fare le nostre disposizioni e le nostre scelte. Ogni uomo può cedere la sua libertà alle creature, all’opinione pubblica o a Dio. La creatura a cui cede la sua libertà può essere il denaro, o il potere, o un essere umano – poiché ogni amore è una schiavitù, che cerca di svincolarsi dall’oggetto del suo affetto.

(Fulton J. Sheen, Freedom – February 19, 1944.)

Nessun vero successo è mai goduto senza sacrificio e sforzo. Se colui che gode del successo non l’ha pagato, qualcun altro l’ha fatto. Il lavoro di un padre nell’accumulare il capitale ha pagato il successo del figlio che non ha mai aggiunto nulla a ciò che ha, ma si limita soltanto a manipolarlo.

L’assicurarsi uno stipendio, del denaro o della fama senza il dispendio di sforzi è dannoso per la natura umana. I sovietici non lo sanno, ma uno dei loro articoli ha una citazione di San Paolo, cioè: “Chi non lavora, non mangi”. La ricchezza facile e frettolosa attraverso la speculazione o attraverso il petrolio che sgorga in faccia da un buco nel terreno, potrebbe portare all’effeminatezza, a meno che non sia temperata da uno sforzo per controllare il falso orgoglio che deriva dalla ricchezza rapida.

Anche l’andare in chiesa, quando conviene solo alla nostra comodità, o perché è Natale o Pasqua, o perché “non si parla mai del peccato”, può finire nel declino della vera pietà. I bambini non sono gli unici a cui piacciono i cibi predigeriti: piacciono anche agli adulti.

Quello che non costa nulla equivale al nulla. La natura dà all’uomo il mais, ma egli deve macinarlo; Dio dà all’uomo una volontà, ma egli deve fare delle scelte giuste. Come disse Goethe: “Una vita oziosa è la morte anticipata”. Non si è mai trovata e non si troverà mai una filosofia migliore di quella che mette la Croce al centro della civiltà del bene, del vero e del bello e poi aggiunge: “Prendete ogni giorno la vostra croce e seguitemi”.

(Fulton J. Sheen, da “Parasites in Civilization-Parassiti nella Civiltà” 1955)

Il nostro è il tempo del grande divorzio di Cristo dalla Sua Croce…

Le parole sporche hanno generalmente quattro lettere, ma l’unica parola da cui la società educata si allontana sempre di più è una parola di cinque lettere: CROCE.

La nuova schizofrenia nella religione può essere chiamata staurofobia o “paura della croce”. Cristo è stato strappato dalla Sua Croce. Cristo è da una parte, la Croce è dall’altra. Così, abbiamo un Cristo senza Croce e una Croce senza Cristo.

Il Cristo senza la Croce non può salvare, perché rappresenta l’effeminatezza, il permissivismo e un Gesù Superstar che usa la musica per consolare la sconfitta.

La Croce senza il Cristo non può salvare, perché rappresenta Dachau, Auschwitz, i campi di concentramento, la pigiatura degli individui come l’uva per fare il vino collettivo dello Stato.

(Fulton J. Sheen, da “Those Mysterious Priests” 1974)

Non siate abbattuti perché i persecutori della religione, avendo deposto la Chiesa nel sepolcro come il Suo Fondatore, si vantano dicendo: “Ecco il luogo dove l’abbiamo deposta”.

La legge del progresso della Chiesa è il contrario della legge del progresso del mondo. Siamo più progressisti quando siamo più odiati.

È solo perché i fuochi della Sua Verità stanno accecando gli occhi malvagi convincendoli del peccato e del giudizio, che il mondo cerca invano di spegnerli. E anche se il mondo sta strappando tutte le fotografie e i progetti di una società e di una famiglia basate sulla Legge morale di Dio, non scoraggiatevi. La Chiesa ha conservato i negativi.

(Fulton J. Sheen, da “Ispirazioni quaresimali e pasquali”)

Il mondo è sempre pronto a recitare un requiem sulla tomba della Chiesa, ma questa risorge e recita un requiem sulle tombe altrui.

(Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi” edizioni Fede e Cultura)

LA CATECHESI PROFETICA DI FULTON SHEEN: L’ANTICRISTO; L’AZIONE DEL DIAVOLO NELLA CHIESA E SULLE ANIME; IL CONCILIO VATICANO; LE DIVISIONI ALL’INTERNO DELLA CHIESA

Vi proponiamo la traduzione di una splendida e profetica catechesi di Fulton Sheen, “The Devil”, tenutasi verso il 1975 .

Il testo è stato tradotto da un video in inglese, qui disponibile per chi volesse vederlo con i sottotitoli in italiano: https://youtu.be/NYRTNvPni_s

La catechesi inizia con lo humor americano di Fulton…Buona lettura!

Ho un bel pubblico giovane qui davanti a me. E ho richiamato l’attenzione dei più giovani di loro solo pochi minuti fa, dicendo: «Se vi stancate, potete andare a dormire». Questo vale anche per tutti gli altri.

Una volta stavo parlando in chiesa. Un bambino ha cominciato a piangere e la madre lo ha preso per portarlo fuori. Quando era già lungo la navata, le ho detto: «Signora, il bambino non mi dà fastidio». Lei mi ha risposto: «No, è lei che dà fastidio al bambino».

Una donna compra un abito costoso, lo porta a casa dal marito, gli mostra il conto e lui le dice: «Quando l’hai provato, perché non gli hai detto: “va dietro a me, Satana?”». Lei risponde: «L’ho fatto, e lui mi ha detto: “Ti sta benissimo, a guardarlo da dietro”».

C’era un uomo che andò in cielo e pensò che forse gli sarebbe piaciuto andare all’inferno per vedere com’era. Chiese a san Pietro se poteva andare giù. Così andò e si divertì abbastanza nel fine settimana. Tornato in cielo, il fine settimana successivo disse a Pietro: «Non mi è dispiaciuto stare laggiù, posso andarci di nuovo?». «Sì», rispose Pietro. Così tornò giù una seconda volta e riferì di nuovo di essersi divertito. Alla terza volta che chiese di andare giù, Pietro disse: «Questa è l’ultima volta». Arrivato giù, il diavolo lo mise in uno degli angoli più roventi dell’inferno, così disse al diavolo: «Sono già stato qui, in precedenza mi hai trattato con gentilezza». «Sì», rispose il demonio, «prima eri un turista, ora sei un residente».

Quindi, ricordate: il diavolo ci tratta bene adesso, ma quando siamo suoi residenti non ci tratta alla stessa maniera.

C’è questo sacerdote missionario, che è stato mio intimo amico per oltre 35 anni. È stato missionario in Cina, Corea, Vietnam. È stato in prigione in Russia. L’ultima volta che l’ho visto, mi ha detto che era andato in una delle chiese del Vietnam e che i bambini si radunavano attorno a una ragazza di circa 10 o 12 anni. Gliel’hanno fatta subito notare. La ragazza aveva un velo sul volto. Lui allora le toglie il velo: era il volto più brutto che avesse mai visto. Non tanto per il volto in sé, fisicamente parlando, quanto per i tratti orribili dei suoi lineamenti. Il sacerdote le prestò poca attenzione, ma i bambini gliela portarono anche il giorno dopo e lui iniziò a provare paura nei confronti di quella ragazza. Le chiese se avesse vissuto nel villaggio. E lei rispose di sì, ma solo per un breve periodo della sua vita. Allora lui le parlò in francese e lei rispose in perfetto francese. Le parlò in italiano e latino, lei rispose correttamente, nonostante non avesse alcuna formazione in nessuna di queste lingue. Il missionario pensò che fosse posseduta. Così prese una reliquia di santa Teresa di Lisieux, il fiorellino di Dio, e gliela portò. La bimba reagì violentemente. Allora estrasse la reliquia e tornò con la sola cornice, ma lei gli rise in faccia. Per dirla in breve, le fece un esorcismo e la ragazza tornò perfettamente normale.

Poiché prendiamo per buona molta di quella teologia che ci presentano i media, ho pensato che forse potrebbe interessarvi ascoltare qualcosa sul diavolo da un punto di vista filosofico e teologico. Vi descriverò il diavolo prima dal punto di vista psichiatrico e poi dal punto di vista biblico.

È interessante notare che da quando abbiamo lasciato cadere in disuso certe cose nella Chiesa, il mondo ha cominciato a farle proprie e a distorcerle. Ad esempio, le suore hanno abbandonato gli abiti lunghi e le ragazze in Messico hanno iniziato a metterli. Abbiamo smesso di dire il rosario e gli hippies se lo sono messo attorno al collo. E non appena i teologi hanno abbandonato la sfera del demoniaco, ecco che la psichiatria se n’è fatta carico.

Il dott. Rollo May, psichiatra del Rockefeller Institute, ha scritto diversi capitoli nel suo lavoro sulla psichiatria del diabolico. Rollo May ha analizzato la parola diavolo. Deriva dalle parole greche διά e βάλλειν. Διαβάλλειν significa lacerare, fare a pezzi. Indica qualsiasi cosa che rompa gli schemi, distrugga l’unità, corrompa le proprie origini, produca discordia. In questo senso il diabolico ha avuto un’enorme crescita nella nostra società. Prendete, per esempio, la discordia nella Chiesa, la discordia nelle comunità religiose, la discordia dei laici nei confronti della Chiesa, la discordia nel clero. Tutte queste sono manifestazioni dello spirito diabolico che ci circonda.

Lo psichiatra ha inoltre analizzato in che modo il diabolico lavora e menziona tre modalità in cui si realizza. In primo luogo, l’amore per la nudità. In secondo luogo, la violenza e l’aggressività. In terzo luogo, la scissione della personalità. Non c’è più pace interiore, le menti sono disconnesse.

Quindi, come primo aspetto abbiamo l’amore per la nudità. Una volta chiesi a un cappellano di un istituto se avessero mai avuto delle manifestazioni diaboliche. Mi rispose: «Sì, a volte quando porto il Santissimo Sacramento tra il popolo qualcuno si spoglia». Ma tralasciamo questo, che non è importante. Preferisco piuttosto rifarmi al Vangelo. Una volta nostro Signore andò nella terra dei Geraseni o dei Gadareni, dipende dalla traduzione delle Scritture. Lì trovò un giovane posseduto dal diavolo.

Il Vangelo menziona tre caratteristiche di questo giovane: prima fra tutte quella di essere nudo; poi, il suo essere violento e aggressivo, tanto da non poterlo tenere nemmeno in catene; infine, la sua mente scissa, in stato di schizofrenia. Nostro Signore gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Il giovane rispose: «Il mio nome è Legione». Ora a quel tempo legione voleva dire seimila soldati dell’esercito romano. Si tratta di una persona sola, e allo stesso tempo di una legione con altri seimila. «Il mio nome è Legione, perché siamo molti». La personalità non è più unificata. Io, Legione. Noi, molti. Ora lo psichiatra non mette mai in correlazione le tre manifestazioni del diabolico da lui individuate con il giovane del Vangelo. Lo faccio io, perché non ho potuto fare a meno di notare la somiglianza tra queste due condizioni. Quindi, già solo da un punto di vista superficiale, l’elemento diabolico produce sconvolgimento.

Di più, ogni volta che abbiamo una grande manifestazione dello Spirito, ecco che il diavolo inizia a fare il suo lavoro. Per esempio, quando nell’Antico Testamento Mosè opera miracoli contro il faraone, i maghi del faraone simulano alcuni di questi miracoli. Oppure, quando a Pentecoste lo Spirito Santo scende sulla prima Chiesa, ecco la persecuzione di Stefano. Abbiamo avuto anche un Concilio (Vaticano II), benedizione dello Spirito Santo sulla Chiesa, e immediatamente abbiamo avuto anche la manifestazione dello spirito maligno: divisione nelle famiglie, nelle corporazioni, nelle comunità religiose, divisione nell’unico corpo di Cristo!

Questa è solo un’analisi del diabolico dal punto di vista psichiatrico. La seconda analisi è di tipo biblico. Vi porto dunque nel sedicesimo capitolo del Vangelo di Matteo. Nostro Signore pone la domanda più importante che si potesse mai porre: «Chi dicono che io sia?». Pietro dà la risposta giusta: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Allora il Signore preannuncia che sarebbe salito a Gerusalemme, che sarebbe stato consegnato ai Gentili per ricevere sputi ed essere crocifisso, e che alla fine sarebbe risorto dai morti. Pietro era disposto ad avere un Cristo divino, ma non era disposto ad averne uno sofferente. Non appena nostro Signore disse che si sarebbe fatto vittima per i nostri peccati, Pietro protesta: «Questo non accadrà mai». Noi non vogliamo questo tipo di Cristo. Allora Cristo gli dice: «Va dietro a me, Satana. Non lottare contro di me. Io ti comando, Satana!» Pietro è Satana in persona. Rifletteteci.

Chi avrebbe potuto pensare che nel giro di un minuto e mezzo Pietro sarebbe potuto diventare Satana? Perché nostro Signore lo chiama Satana? Dobbiamo tornare al principio della vita pubblica di nostro Signore, ancora una volta alle tre tentazioni che gli furono rivolte da Satana. E alla fine di questa meditazione impareremo che l’essenza del diabolico è l’odio per la croce di Cristo. È questo il maligno da un punto di vista biblico. Il disprezzo per la croce. Il diabolico è l’anticroce. Sulla montagna Satana offre a nostro Signore tre scorciatoie per fuggire dalla Croce. Lo ripete anche con noi, si presenta come salvatore dal peccato per l’umanità. Ci spiega che non abbiamo bisogno della Croce e anche a noi presenta tre scorciatoie.

La prima. «Vedi quelle pietre laggiù? Sembrano piccole pagnotte di pane, no? Non mangi da 40 giorni, non senti l’istinto della fame?». Altri hanno altri istinti. L’istinto del potere. L’istinto del sesso. Lasciati andare, soddisfa i loro appetiti come ogni uomo, ma dimentica la Croce. Prima scorciatoia, la permissività. Fa’ qualsiasi cosa ti vada di fare.

La seconda. La Croce non riuscirà mai a conquistare l’umanità, perché l’umanità ama i prodigi, le sorprese, gli splendori, tutto quello che fa sospirare: oh, che meraviglia! Poi, in una settimana, l’umanità dimentica quella meraviglia e ne cerca un’altra. Vola fino alla luna! Lanciati dal pinnacolo del tempio e resta illeso! Questa è una meraviglia. Fallo, e la folla ti seguirà. Tu non hai bisogno di croce.

La tentazione finale sarà la stessa per la Chiesa dei prossimi cento anni, una tentazione di cui già scorgiamo gli albori. Satana dice che la teologia è politica. Perché preoccuparsi di Dio e del mistero della redenzione? L’unica cosa che conta è la politica! Con il globo scintillante del mondo nella sua mano, Satana dice: «Tutti questi regni sono miei e li darò a te se, prostrandoti, mi adorerai». Forse che Satana per una volta nella sua vita abbia detto la verità? La terza tentazione di nostro Signore fu dunque di non interessarsi all’ordine divino, ma di interessarsi solo a un ordine sociale e politico.

Ora torniamo al momento in cui Cristo chiama Pietro «Satana». Lo chiama così perché Satana ha tentato nostro Signore proprio rispetto alla Croce, esattamente come Pietro ha cercato di fare dicendogli: «Questo non accadrà mai». Saremo cioè disposti a riconoscere la tua divinità, ma non la tua croce. Questa è l’essenza biblica del demonio.

Lo spirito di Satana è anche nella Chiesa. Abbiamo smesso le mortificazioni, il rinnegamento di sé, la disciplina nelle scuole e nei seminari. Crescono di numero i tentativi di corruzione, circolano libri che descrivono solo il male, reale o immaginario, della gente: sono già in alcune delle nostre scuole, come ben sapete. Questo è l’elemento corruttivo del diabolico, ma il declino dello spirito di disciplina è odio della croce. Il carattere ascetico e di disciplina della vita cristiana è passato agli stati totalitari, come Cina e Russia. Lì c’è disciplina, rinnegamento di sé, dedizione a una causa comune, ma senza la croce, e pertanto vi si assiste a una completa distruzione della libertà umana.

Per quanto tempo questo satanico disprezzo per la Croce continuerà a manifestarsi? Ebbene, non abbiamo la certezza di trovarci nell’era del demonio, ma c’è un passaggio in san Paolo che a prima vista sembra piuttosto difficile. Permettetemi di leggervelo, poi lo spiegherò. Si trova nella seconda Lettera ai Tessalonicesi, capitolo 2, versetto 7. San Paolo sta scrivendo nei primi sessanta anni di cristianesimo: «Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene». In altre parole, non possiamo vedere la manifestazione del male e del demonio. Rimane segreto solamente per il presente, finché chi lo trattiene sparirà dalla scena. Non sappiamo precisamente chi sia colui che lo trattiene, forse Cristo, forse lo Spirito Santo, forse un influsso della grazia, forse la santità della Chiesa. In ogni caso il male è segreto finché Dio non dirà: «Spirito del male, ecco la tua ora!». Dio ha il suo giorno, il male la sua ora.

Continua San Paolo: «Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi». Persino dall’ultimo libro della Scrittura possiamo trarre un indizio. Quando l’anticristo verrà, vi sarà una simulazione di morte e resurrezione per indurre in errore.

Dunque nel momento presente non possiamo vedere il demonio al lavoro, ma permettete che vi dia un indizio su come Cristo e Satana agiscono rispettivamente. Se capite ciò che sto per dirvi, vi sarà di grande aiuto nel combattere lo spirito del male e nel superare le prove. Vi descriverò come ci appaiono Cristo e Satana prima che pecchiamo. Quindi vi descriverò come ci appaiono dopo che abbiamo peccato.

Prima di peccare, Cristo ci appare come il Signore sulla Croce. Egli ci sbarra la strada e ci dice: «Come la mia carne è stata crocifissa, così deve esserlo la tua carne. Non percorrere questa strada!». Lui ci sta di fronte. Non siamo liberi, non possiamo fare tutto quello che vogliamo. Cristo è là.

Invece Satana, quando siamo in procinto di peccare, ci dice: «Non essere stupido, non crederai ancora a certe cose! I tempi sono cambiati! Sei ancora vergine? Veramente non ti sei fatto ancora uno spinello? Tutti lo fanno. Non ascoltare questi dottori che dicono che può farti male al cervello. Devi vivere, devi essere te stesso! Non hai mai commesso adulterio? Oggi lo fanno tutti. Questi rigidi criteri di moralità valevano 100 o 500 anni fa, ma questo è il nuovo mondo». Devo essere me stesso, devo essere libero! Satana è dalla nostra parte prima che pecchiamo. Cristo sembra l’accusa, il demonio è la nostra difesa. È dalla nostra parte, dalla parte delle nostre libertà sessuali, del nostro orgoglio, della nostra avidità.

Ma dopo che pecchiamo i ruoli si invertono. Allora Cristo diventa la nostra difesa e il demonio la nostra accusa. Il demonio dirà: «Bene, l’hai fatto. Hai avuto la tua canna. Adesso sei dipendente dalle droghe. Non venire da me, non posso aiutarti. Può darsi che tu smetta da solo così come hai cominciato. Hai perso la tua verginità? Che differenza vuoi che faccia, continua pure! La mia giustizia farà il suo corso. Hai rubato e non ti hanno preso? Ti prenderanno da un momento all’altro!».

Così il diavolo ci riempie di disperazione come riempì il cuore di Giuda. Giuda sarebbe potuto andare dal Salvatore e Lui l’avrebbe perdonato. Ma Giuda prese una corda. Avanzò sul suolo gelido, davanti a sé alberi ghiacciati. Ed ogni nodo di quegli alberi gli sembrava un occhio che lo scrutava, ogni ramo gli sembrava un dito puntato… Traditore! Nella sua disperazione non pensava vi fosse per lui altro da fare se non suicidarsi. Questa è la ragione per cui oggi i suicidi sono in aumento nella nostra civiltà. È la disperazione che viene dal demonio.

In uno dei romanzi di Dostoevskij, “Raskò’lnikov”, un uomo veramente malvagio, dice alla donna che ama: «Sonia, sai come andrà a finire per te? Ti butterai giù da un ponte o diventerai pazza, oppure ti taglierai la gola». Ma non andò in questa maniera, perché Sonia prese il Vangelo di Giovanni e iniziò a leggere la risurrezione di Lazzaro. E pensò: «Posso trovare una nuova vita in Cristo».

Questo pensiero di Sonia m’induce a parlarvi di come nostro Signore si comporti dopo che abbiamo peccato. È Lui ora la nostra difesa. Ha detto: «Venite a me, voi affaticati. Se i vostri peccati fossero rossi come scarlatto, saranno resi bianchi come neve e se sono rossi come cremisi, diverranno bianchi come lana». Rialzati, stringi la mia mano, e vieni. Questo è il linguaggio del Salvatore dopo che abbiamo peccato.

Ecco dunque lo spirito diabolico. La distruzione dell’unità, il disprezzo della mortificazione e del rinnegamento di sé sulla croce. In una parola, il disprezzo di Cristo stesso.

Centinaia di migliaia sono le strade che ciascuno di voi si troverà a percorrere durante la vita, ma alla fine di tutte queste strade, due saranno i volti che vi troverete di fronte: da un lato quello misericordioso di Cristo, dall’altro quello orribile di Satana. E uno di loro vi dirà: «Sei mio!». Perciò badate di non scherzare con quello malvagio, altrimenti siete in trappola.

Prima di concludere, vi lascio con tre potenti armi contro Satana.

La prima, il Santo Nome di Gesù. È un nome che Satana non sopporta perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sottoterra. La seconda arma è il sangue di Cristo. L’invocazione del sangue di Cristo. Potrei farvi tutta una catechesi sul preziosissimo sangue di Cristo, mediante il quale siamo salvati! Perciò, durante la tentazione, invocate su di voi il sangue di Cristo. Poiché senza effusione di sangue non vi è remissione dei peccati. Terza arma, la devozione alla Madre benedetta. Poiché in principio, nel libro della Genesi, si dice che la stirpe di una donna avrebbe distrutto la stirpe di Satana. Siamo dunque difesi da queste tre armi: il Santo Nome, il sangue di Cristo e la Vergine Maria.

D’ora in poi, quando penserete a Satana, non fatevi sviare da ciò che i mezzi di comunicazione vi raccontano. Il demonio è semplicemente l’anticroce, l’antidisciplina, l’anticristo. Questo è satanico, nient’altro, non potete sbagliare. Una volta capito ciò, a poco a poco amerete quella croce.

Un lamento mi sbigottisce. La prima volta che l’ho udito proveniva dalla croce. Andai fuori, cercai e trovai l’Uomo negli spasmi della crocifissione. Gli dissi che l’avrei portato giù, così cercai di togliergli i chiodi dai piedi. Ma Lui mi disse: «Lasciali lì. Perché non posso essere tolto dalla croce finché ogni uomo, donna e bambino non si saranno uniti a te per tirarmi giù». Gli risposi: «Cosa posso fare? Non posso sopportare il tuo lamento!». Mi rispose: «Va’ nel mondo e annuncia a ogni uomo che incontrerai che c’è un Uomo sulla croce».

(Fulton J. Sheen)

P.S. Si ringrazia il sito “Filodiritto” per la segnalazione del video e per la loro traduzione che qui è stata rivista e modificata. (https://www.filodiritto.com/fulton-sheen-devil)

DUBITARE DEL PERDONO DI DIO È FARE IL PRIMO PASSO VERSO L’INFERNO!

Il peccato che non emerge in modo dovuto nella confessione, e che quindi non può essere debitamente lavato dalla contrizione e dall’assoluzione, emerge spesso anormalmente in complessi, come la mania di persecuzione, l’ipercritica, il bisogno di evadere attraverso i piaceri. Una siffatta condizione può facilmente condurre alla disperazione. Allora il diavolo, giubilante, piomba sulla sua preda.

L’Apocalisse (12, 10) chiama il demonio «l’accusatore dei fratelli». Prima che commettiamo il peccato, Satana ci assicura che è una cosa da niente; dopo, ci persuade che è una cosa imperdonabile. Prima del peccato, si presenta come l’amico che spinge l’uomo alla rivolta; dopo, opprime l’anima con la falsa convinzione che la liberazione è impossibile. Dubitare del perdono è fare il primo passo verso l’inferno.

Le Scritture ci narrano che Esaù non trovò un luogo di pentimento, pur avendolo cercato piangendo. Le lacrime di rimorso, anziché di contrizione, sono inutili come lo furono quelle versate da Saul sulla perdita della regalità, da Giuda sulla perdita dell’apostolato, da Esaù sulla perdita del diritto di primogenitura. Ma lo Spirito Santo vede la colpa in relazione al Calvario per spingerci a sperare e perdonarci, perché su quel monte noi udiamo il grido di Cristo: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34).

(Fulton J. Sheen, da “Il Sacerdote non si appartiene”)

La logica del Diavolo è semplice: se non c’è un paradiso, non c’è alcun inferno; se non c’è un inferno, non c’è alcun peccato; se non c’è il peccato, non c’è alcun giudizio, e se non c’è un giudizio allora il male è bene e il bene è male.

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Da nessuna parte nelle Sacre Scritture troviamo conferma del mito popolare che immagina il diavolo come un buffone vestito di rosso. È descritto invece come un angelo caduto, come “il Principe di questo mondo” il cui mestiere è di dirci che non esiste nessun altro mondo. La sua logica è semplice: se non c’è un paradiso, non c’è alcun inferno; se non c’è un inferno, non c’è alcun peccato; se non c’è il peccato, non c’è alcun giudizio, e se non c’è un giudizio allora il male è bene e il bene è male.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Comunismo e coscienza dell’occidente”)